Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Canzonando. Una canzona, uno scrittore: “Vamos a bailar” e Laura Aprati

Posted on | Il mio diario | maggio 8, 2011

8 maggio 2011
Una canzone orecchiabile, semplice, ballabile, estiva che dà origine a un racconto struggente e pieno di sentimento. È il risultato del quarto appuntamento della rubrica letteraria di Fattitaliani “Canzonando: una canzone, uno scrittore”. Oggi pubblichiamo un breve componimento della giornalista e scrittrice Laura Aprati, che è partita dal verso iniziale del brano di Paola e Chiara “Vamos a bailar”. Leggi il racconto, la scheda della canzone e dell’autrice.

Ho voluto dire addio al passato… di Laura Aprati
In una piccola stazione ferroviaria il treno passa e si lascia dietro il risucchio del vento. Sulla banchina una valigia. Sola. Abbandonata.
“È la valigia del mio rimpianto, del mio passato. Quello a cui ho detto addio salendo sul treno. Del passato da cui voglio liberarmi o meglio di cui mi sono liberata”. Così pensava Elena seduta sulla poltrona dell’Eurostar che la portava lontano dalla sua città, dalla sua famiglia, dal suo passato.
Quel passato che l’aveva chiusa, stretta in una vita che non voleva. Un passato fatto di errori, di persone astiose e incapaci di amare. Aveva deciso che doveva abbandonare tutto. Recidere ogni legame ed iniziare una nuova vita.

Seduta sul treno, nello scompartimento quasi completamente vuoto, Elena riavvolge piano piano la sua vita, quasi un film. Risente nella mente la voce di suo padre che le canticchiava “eppure sei piccolina sei nata paperina che cosa ci vuoi far!”. La sua paperina, questo era. E lui era la sua luce… anzi di più era ed è tutto. La morte del padre è stata una ferita profonda che il tempo non ha saputo lenire e che ha acuito lo strappo con sua madre e suo fratello. Quella morte ha segnato lo spartiacque della sua vita.
Che famiglia la sua! Così complessa o forse uguale a tante altre chissà.
Un padre anziano, malato da quando lei aveva 4 anni. Una madre molto giovane, bella, insoddisfatta da quel matrimonio che le aveva dato uno status sociale ma non il benessere economico che lei cercava o forse il benessere che aveva avuto non le bastava mai. Quasi che quel matrimonio dovesse cancellare le sue origini contadine e di povertà.
Elena pensa alla sua infanzia… rivede i suoi nonni materni, in campagna. Che belle quelle vacanze dove tutto era permesso! Una nonna generalessa ed un nonno più morbido… i giochi tra le balle di fieno… il profumo del pasto dentro il cesto di vimini quando si mangiava tutti insieme sull’aia durante la mietitura… la vendemmia… le mucche… il latte bevuto appena munto… Che sensazioni!!!! Ma come il sonno la ghermisce ecco che si affollano ricordi che la tormentano.
Il primo grande amore, sposato con una famiglia, che la trascina in un rapporto a tre che all’inizio la incuriosisce e la coinvolge. Si sente il centro del mondo. Eppoi il brusco risveglio tra paura, violenze, asti e odi.
Quante volte si è sentita dire “Ti amo, sei la mia vita!”. Parole inutili spesso dette da chi voleva solo prendere da lei: un auto economico, un aiuto lavorativo, un’idea, un po’ di pace, un po’ di sicurezza.
Si è sentita per tanto tempo come un museo da saccheggiare. Tutti hanno preso qualcosa.
Sua madre si è presa la sua adolescenza, la sua innocenza. Ha mortificato il suo essere donna. Come se Elena fosse la sua rivale in amore. Forse l’amore di quel padre che tutto le ha dato ma che troppo presto l’ha lasciata. Anche adesso, qualche volta, le capita di entrare in casa e di pensare “Adesso chiedo a papà forse lui sa come debbo fare”.
Figure ingombranti quelle della madre e del padre. Dalla madre si sta staccando ora. Elena ha finalmente coscienza di essere una bella donna, affascinante, carica di sensualità che per troppo tempo ha sacrificato nella sua mente. Ora sa che piace. Ora ha lasciato alle spalle quella battuta di sua madre che l’ha mortificata, uccisa nell’anima per tanto tempo: “come è possibile che da una donna bella come me sia uscita una figlia come te?”.
Quanto tempo perso a cercare di piacere a questa madre che mai era soddisfatta da lei. Quando ad un passo dal matrimonio, Elena aveva lasciato il suo fidanzato di allora la madre aveva detto “Chissà cosa hai combinato per farti lasciare” e non aveva assolutamente preso in considerazione il fatto che lei potesse aver ragione in questa scelta. La sua colpa era di aver rifiutato di sposare “un partito”, una solidità economica anche se insieme a tutto ciò avrebbe acquistato un vagone di “corna”! Per la madre meglio cornuta ma ricca……!!!
Due visioni della vita, due persone distanti anni luce e adesso Elena aveva deciso di recidere questo cordone che l’ha soffocata, repressa. E contro cui lei ha lottato. Cercando un lavoro alternativo, andando incontro a tante delusioni e anche a guai economici. Si è gettata spesso in avventure più grandi di lei anche solo per dimostrare a quella mamma astiosa ed invidiosa che “lei era brava, nonostante tutto”.
Adesso era pronta a lasciare il suo passato. Si sentiva abbastanza forte. Aveva superato amori che l’avevano assorbita e poi lasciata sola in mezzo alla strada. Svuotata, infelice, sola. Ma ogni volta aveva creduto di poter ricominciare una nuova storia. Aveva sempre creduto alle parole di affetto. Tanto era l’affetto che le era mancato da piccola.
Eh sì, perché Elena ha cercato di colmare il baratro di amore che aveva avuto, come definire altrimenti la mancanza di amore da parte della propria madre, infilandosi con storie impossibili come l’ultima.
1000 km di distanza, un uomo eccezionale, bello, più giovane di lei ma troppo preso da se stesso, dalla sue paure. Un uomo che per alcuni versi è la fotocopia di Elena. Rifiutato dalla famiglia per la scelta di un lavoro non condiviso ha sempre vissuto cercando di essere accettato. Uomo duro e rigido si è fatto nemici tra collaboratori e superiori. Elena è il suo rifugio. Non la lascia perché è l’unica che lo può capire. Sono veramente come le due parti di una mela. Ma nello stesso tempo cerca altre strade, altre donne… per Elena un dolore continuo, forte, lacerante. Anche questa volta aveva pensato di aver trovato un compagno. E invece anche questo è un uomo da lasciare. Anche lui è un pezzo di passato da lasciare insieme a quella valigia.
Quante sofferenze in quella valigia lasciata lì da sola. Elena ha lasciato lì la sua solitudine, la sua sofferenza.
Ha lasciato lì il suo passato, quello doloroso, difficile. Ma il suo passato lascerà lei?
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LA CANZONE “VAMOS A BAILAR” DI PAOLA E CHIARA
È il primo singolo estratto dal terzo album Television, pubblicato nell’estate 2000. Il brano diventa il tormentone estivo di quell’anno e viene premiato al Festivalbar, nel premio radio, e a Un disco per l’estate, e rimane per numerose settimane in classifica. Il brano è stato scritto, prodotto e arrangiato dalle stesse sorelle Iezzi. Nel 2009 viene eletto tormentone estivo degli ultimi 20 anni dai lettori di Tv Sorrisi & Canzoni.

LAURA APRATI
Ecco come si presenta la stessa autrice nel suo sito: “Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono. La conoscenza, la passione per il viaggio mi hanno portata in giro per il mondo ma anche a visitare l’Italia più volte. Amo l’arte e so che la cultura può muovere il mondo. Ascolto sempre e credo che la parola sia un’arma da usare con attenzione ed etica”. Laura Aprati è giornalista, scrittrice e autrice televisiva, nel libro-dvd “Malitalia, storie di mafiosi eroi e cacciatori” (Rubbettino, pagg. 179, 15,00), scritto assieme ad Enrico Fierro, racconta storie di vittime e carnefici per riflettere e riflettersi nello stato in cui siamo, in un percorso scandito dalle parole di Dacia Maraini, Franco Di Mare, Don Luigi Ciotti e Pietro Grasso.

Ha vinto il Premio Giornalistico Internazionale Sicilia Madre Mediterranea per il reportage Vado a vivere in Campagna, realizzato per RaiSat, mentre con il documentario Castelbasso, Cultura & Innovazione ha vinto il Premio Speciale al Pieve di Cadore Film Festival, Rassegna Internazionale di Documentari sui Beni Culturali e Ambientali, agosto 2004, “per aver interpretato i reali valori del territorio” (Produzione Sei TV) e con “Malitalia” il Premio Enriquz 2010 Città di Sirolo. Attualmente è fra gli autori dei programmi tv “Effetti personali” (La7d) e “7+” (Raiuno).

(www.fattitaliani.it)

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