Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

L’Italia tra Amici e Servizio Pubblico

Santoro dice che Bersani in fondo ha perso perché non è andato a Servizio Pubblico. Renzi adesso va ad Amici di Maria De Filippi perché si deve preparare a prendere il posto di Bersani. Grillo disprezza la stampa ma fa di tutto per essere ogni momento nei commenti internet, in tv ….Insomma la gara è a chi è più visibile perché così aumentano i consensi anche dei conduttori ( che in base a questo e allo share vengono pagati, non in relazione alla qualità e serietà del prodotto).
Gli anni berlusconiani ci hanno insegnato che è più importante ciò che luccica rispetto alla sostanza….e alle donne ha insegnato che è più importante il lato B più della propria testa ( e molte lo hanno messo in pratica e si sono poi sentite definire troie da Battiato, che può aver sbagliato nella forma ma non nella sostanza).
Gli anni berlusconiani ci hanno insegnato che si può fare tutto e il contrario di tutto. Votare un governo e farlo cadere. Avere un leader ma fare di tutto per abbatterlo (le correnti della DC e del PCI erano cose per i bambini in confronto).
Con questa visione del mondo (che è una visione non solo degli eletti ma anche degli elettori) abbiamo affrontato la crisi dal 2008 ad oggi. “E’ cos ‘e nient” come direbbe Eduardo De Filippo….e siamo andati avanti così, costruendo anche delle “realtà” fideistiche, di appartenenza. Se leggi Il Fatto sei grillino, se leggi Repubblica sei filgovernativo, se leggi Il Corriere sei terzista etc. etc.
Su ognuno di loro trovi accuse all’altro salvo poi andare a vedere che Travaglio scrive per il gruppo l’Espresso, che alcuni giornalisti migrano da Repubblica/L’Espresso a Il Fatto (cartaceo o online) e l’ultima voce di corridoio è che Casaleggio ha un contratto di consulenza con Il Fatto per 500 mila euro….O anche che Saviano scrive per Repubblica e L’Espresso ( il cui padrone è De Benedetti che ha scucito fior di milioni di euro a Berlusconi per il lodo Mondadori) ed edita per Mondadori ( e potremmo continuare con Che tempo che fa che è della RAI ma prodotto da Endemol società partecipata da Mediaset….).Insomma sono i soldi che muovono tutto. I soldi e le rendite di posizione. Ora pensiamo se Travaglio fosse andato da Formigli a confrontarsi con Grasso. Avremmo perso una settimana di articoli, contro articoli, il botta e risposta tra Formigli e Travaglio. E tra le righe anche la querelle tra loro due che trasforma l’assenza del Marco nazionale in una ripicca per quel Corrado che ha lasciato Anno Zero e ha avuto l’ardire di fare una trasmissione tutta sua ma non solo che il direttore Ruffini ha preferito a loro. Quindi la verità è subalterna a tutto ciò e la replica a distanza va anche bene così rimarranno ancora luci e ombre sulla questione e si potranno ancora spendere quintali di inchiostro o intere pagine web per raccontare, ognuno, la propria versione. Ma diciamo che le regole del duello, quello tra galantuomini, vuole che si sia presenti il giorno fissato. Se non ci si presenta ci sarà un motivo.
E adesso con Renzi pronto ad andare da Maria De Filippi a sferrare il suo attacco mediatico a casa del nemico i grillini inziano a temere qualcosa ( oltre al fatto che la base inizia a lamentarsi della mancanza di democrazia interna) e quindi adesso inizierà, sugli stessi giornali che lo hanno osannato quando ha perso le primarie, una campagna su tutti i suoi possibili errori, inciuci, defaillance del giovane Matteo…..pronti via si riparte……altri scoop, altre verità in barba alla crisi, alla disoccupazione,a chi si suicida, alle imprese che chiudono. “E’ cos ‘e nient”.

Il Papa che verrà

Certo per molti occuparsi del Papa e della sua elezione non è sostanziale, anche se forse questa elezione passerà alla storia, così come le dimissioni di Papa Ratzinger.
Per molti nel 1294 non fu importante la “fuga” ( come fu chiamata) di Celestino V. Ma allora non c’era la mondovisione. E’ interessante parlare della Chiesa e del Vaticano solo quando ci leghiamo agli scandali IOR o Vatileaks….quando insomma il Vaticano ci serve per fare lo scoop.
Ma cosa è il Vaticano, chi raccoglie a quale mondo si rivolge? Lo sappiamo esattamente? Chi sono le persone che in questi giorni si recano in Piazza San Pietro per attendere la fumata bianca?
Tv, giornali e radio di tutto il mondo sono posizionati dall’inizio di Via della Conciliazione sino alla piazza. Tutti raccontano un punto di vista, un aspetto. Anche e soprattutto quelli che non credono nella Chiesa cattolica.
Perché non bisogna essere credenti e osservanti per capire che siamo in un passaggio nodale. Mentre a New York il prossimo candidato sindaco è una donna, lesbica, qui a Roma 115 cardinali uomini ed abbastanza in là con l’età decidono, con un rito arcaico ed immutato da circa 2000 anni, chi sarà il nuovo Papa che sarà il capo spirituale di oltre un miliardo di persone ( cioè gli appartenenti alla chiesa cattolica , rappresentanti circa la metà dei 2,1 miliardi di cristiani nel mondo e il 17,3% della popolazione mondiale). Sarà il capo di una piccola fetta di mondo ma con risvolti e ricadute che, in un modo o nell’altro, riguardano tutti.

Un collega di una tv americana texana dice che il nuovo Papa non può essere americano perché l’America ha già tanto potere nel mondo. La corrispondente di Al Jazeera England ci spiega perché il mondo arabo sia così fortemente interessato a questo evento.
D’altra parte dobbiamo ricordare come e quale fu l’importanza di Wojtyla nella caduta del muro di Berlino e nell’evolversi della politica di Gorbaciov.
Il mio amico, Alceste Santini per anni vaticanista dell’Unità, uomo certamente laico mi ha trasmesso la necessità di conoscere questo mondo per poi addentarmi nei meccanismi dello IOR e del mondo “occulto” legato al Vaticano. Nel 1997 , a New York, ho avuto modo di conoscere uno dei quei monsignori legati a Marcinkus ( e quindi a Calvi,Ambrosoli, Sindona) mandato “in esilio” in una grande parrocchia sul fiume Hudson, dove tra i parrocchiani aveva i Rotschild. Un monsignore che non ha mai conosciuto l’indigenza, anzi . Amico dell’allora cardinale di New York, ‘O Connor, alle prese con i primi scandali di preti pedofili. Scandali che insieme agli intrecci finanziari ( e con il crimine organizzato) hanno portato Ratzinger ad un gesto estremo per un Papa: le dimissioni. Per molti solo una vittoria della curia e di alcuni cardinali che si sarebbero così tolti una spina nel fianco, per altri una veduta più ampia, un gesto di rottura che obblighi tutti a riflettere.
Un giovane prete, dall’accento marchigiano, dice “ci vuole aria nuova, un Papa che sappia governare la curia…Scola è bravo, lo leggo spesso ma troppo vicino a Comunione e Liberazione…..il brasiliano forse o anche il cardinale di Boston ma di Papi frati non ce ne sono più dal 1500…sarebbe un vero segnale”. Un cardinale che ha venduto tutti i beni della Chiesa per ripagare le vittime di abusi. Uomo di grandi capacità ma forse troppo lontano dal potere temporale della Chiesa perché la fede è come il potere più ne hai e più ne vuoi.

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
    La conoscenza, la passione per il viaggio mi hanno portata in giro per il mondo ma anche a visitare l’Italia più volte. Amo l’arte e so che la cultura può muovere il mondo.
    Ascolto sempre e credo che la parola sia un’arma da usare con attenzione ed etica.

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