Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Il dopo voto

L’analisi del voto, dovendo considerare che c’è stato un forte dato astensionistico, come sempre vede vinti e vincitori anche se nessuno si arrende all’evidenza. Il PD non può proprio gridare alla vittoria ( anche se va al ballottaggio in 16 comuni) perchè chi non è andato a votare lo ha fatto, in gran parte, contro il partito. Berlusconi non può gongolare sia per il risultato di Roma (Alemanno è indietro di oltre 10 punti nonostante la sua esibizione da chansonnier….non tira più !!!) che di Imperia, casa di Scajola, e dove il PDL rincorre ,al ballottaggio, con quasi 20 punti di scarto e a Brescia dove l’ex AN Paroli è alla pari con il candidato PD!!!…..E che dire della Lega che ha perso Vicenza e che è indietro a Treviso (dove una volta Gentilini spazzava ogni avversario) ……Ma chi ne esce con le ossa più rotte è il M5S ( DE Vito “Calo non vistoso”) che non va al ballottaggio in nessun comune ( compresa quella Siena dove con lo scandalo MPS si era già sicuri di stracciare il PD) e con la base che recrimina sul blog di Grillo tanto che qualcuno gli scrive ” e adesso il vaffa tocca a te”….Perchè va beh che si ha bisogno di un pater familias ma lo si vorrebbe anche pratico e non basta dire che è colpa dei giornali se si è perso…..Comunque anche questa è stata una lezione vediamo chi ne capisce prima il senso…..

Don Gallo e lo spirito rivoluzionario

Luxuria e Bagnasco - foto unionesarda.it

Prendo spunto dalla morte di Don Andrea Gallo, che ahimè non ho mai conosciuto di persona ma che ho seguito da lontano e che spesso è stato un punto di riferimento come Don Lorenzo Milani,Padre Puglisi, Don Lugi Ciotti (l’unico di loro che conosco personalmente), per una riflessione sulla rivoluzione.
Ai funerali di Don Andrea c’erano tutti: gli esclusi, gli ultimi e i privilegiati. Perchè lui era così, accoglieva tutti. Anche quella Chiesa, potere temporale, che lui aveva deciso di servire a modo suo ma mai di disconoscere, perché è lì che aveva scelto di stare. Aveva scelto la Chiesa come aveva scelto, senza ma, i partigiani. Aveva scelto la Chiesa ma cantava “Bella ciao”.
In quella sua “chiesa”, tra la sua gente, il Cardinale Bagnasco, capo della CEI, espressione più pura del potere temporale, ha fatto un gesto che apre strade e speranze.Ha dato la comunione a Vladimir Luxuria ed ad un’altra trangender,Regina.
Non è un gesto usuale e anche chi non è cattolico ne capisce l’importanza. La riflessione è su come, in effetti, le cose possano essere cambiate dall’interno delle strutture (che siano politiche o di religione). Certamente con un prezzo alto (pensiamo alla vita di don Gallo) ma possono essere cambiate anche,e forse ancora di più,nell’obbedienza ai propri vertici.
Un esempio straordinario. Tutti parliamo, abbiamo parlato e parleremo di Don Gallo. Ne guardiamo gli aspetti esteriori, di rivolta. Ma credo che lui ci abbia insegnato una grande cosa: la rivoluzione nell’obbedienza. Ci ha insegnato una cosa difficile che costa tantissimo. Ed è vero, come ha scritto qualcuno, che è un peccato che un uomo debba morire per essere apprezzato, ma forse Don Andrea questo lo aveva messo nel conto.L’importante adesso che la sua esperienza non venga vanificata dal nostro silenzio.
I funerali di Don Gallo devono essere una riflessione per tutti soprattutto per quelli che scelgono di fare politica, che parlano di rivoluzione, di voler ribaltare il mondo ma poi quando ne hanno la possibilità si tirano indietro, trovano più comodo continuare a criticare che agire realmente, senza scendere a compromessi (Don Gallo lo ha mai fatto) ma portando dentro le “mura del potere” le proprie idee. Con un po’ più di coraggio oggi ci troveremmo a parlare di cose concrete per il nostro Paese.

(pubblicato su www.malitalia.it e www.malitalia.globalist.it)

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
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    Ascolto sempre e credo che la parola sia un’arma da usare con attenzione ed etica.

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