Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Banche: una commissione vitale

Taranto 9 marzo 2012: un commerciante di 60 anni, in gravi difficoltà economiche, si è ucciso impiccandosi a un albero nei pressi della sua abitazione, nel tarantino. I motivi del gesto, secondo i carabinieri intervenuti sul posto, sarebbero da ricondurre alla difficile situazione finanziaria del commerciante, titolare di un negozio di abbigliamento. Ieri, l’uomo avrebbe chiesto denaro alla banca per coprire il debito che aveva con un fornitore. La banca gli ha rifiutato i 1000 euro necessari vista l’esposizione debitoria pregressa del commerciante.

Una fiaccolata per ricordare i duemila imprenditori italiani morti suicidi a causa della crisi. L’iniziativa nasce dal Comitato Comitato piccoli imprenditori Invisibili (Co.p.i.i.), fondato da Giuseppina Virgili,imprenditrice che nel 2009 aveva messo in vendita i reni e il cuore per tentare di salvare la sua azienda dal fallimento. A Milano,Torino e Firenze i cittadini sono scesi in strada per ricordare le vittime della crisi nelle pmi italiane, molte fallite perché non sono riuscite a riscuotere crediti vantanti verso lo Stato e di conseguenza abbandonate anche dal sistema finanziario, cioè dalle banche.
Intanto ieri è stato reso pubblico il bollettino statistico di Bankitalia per quanto riguarda le principali voci dei bilanci bancari. A gennaio 2012 il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è diminuito all’1,6 per cento dal 2,3 di dicembre 2011.Le banche hanno iniziato il 2012 con il freno tirato concedendo meno prestiti, mentre calano i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese e risalgono quelli sui mutui.
Bankitalia nel suo bollettino evidenzia anche che la diminuzione dei tassi è più marcata sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (3,47% dal 3,80% del mese precedente) mentre quelli al di sotto sono, viceversa, lievemente aumentati (5,01% contro il 4,98 di dicembre). I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l’acquisto di abitazioni erogati nel mese di gennaio alle famiglie sono aumentati al 4,55% dal 4,27% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 9,91% dal 9,11% di dicembre. I tassi di interesse sui nuovi depositi con scadenza prestabilita sono aumentati al 2,94% dal 2,87% di dicembre. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono cresciuti all’1,16% dall’1,08% del mese precedente.

Questa fotografia ci dice che come sempre soffrono di me i grandi rispetto ai piccoli e alle famiglie. Ed è a questi che ha pensato il governo presentando il provvedimento per la cancellazione delle commissioni bancarie. Questo, però alle banche non è piaciuto, il presidente dell’ABI ,Mussari, si è dimesso in segno di protesta e alla fine le pressioni sono state più forti della volontà governativa. Martedì sera a Ballarò il comico Maurizio Crozza ha usato una metafora e dicendo “ cosa sono le banche senza commissioni? Un lupo senza denti” e non ha risparmiato un commento su usura e banche.
A queste accusa risponde Giovanni Sabatini,Direttore Generale di ABI, che dice che le banche italiane sono quelle che hanno reagito meglio, a livello europeo, rispetto la crisi e sono quello che più hanno tutelato le famiglie. E d’altra parte Mussari quando si è dimesso ha anche detto “ le banche non sono un’opera di beneficenza fanno affari”. Insomma siccome la banca è banca deve guadagnare e basta. Mussari è anche uomo del Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 e che finanziò le opere dei grandi del Rinascimento con un metodo che allora ancora non si chiamava project financing!

Il professore Cesare San Mauro, docente di economia all’Università del Salento, ci dice che una riforma del sistema bancario è necessaria e secondo lui deve partire da una riforma delle Fondazioni bancarie. E pone l’accento sul fatto come questa crisi sia nata dal crack delle banche americane ma che oggi le banche sono le prime beneficiarie degli aiuti. Stessa veduta del professor Bruno Amoroso dell’Università di Hanoi.

E quindi cedere sulle commissioni sarebbe poi così grave per loro? “Le Banche come qualsiasi altra azienda ha come mission aziendale quella di massimizzare il profitto attraverso lo svolgimento dell’attività istituzionale legata a concedere prestiti re-investendo in parte le provviste provenienti dai risparmi della propria clientela. Ad ogni buon conto tra i ricavi propri della banche oltre agli interessi attivi sui prestiti vi sono alcuni voci che incidono sulla propria redditività, tra le quali le commissioni da queste applicate sui vari servizi offerti. Dunque una eliminazione di tali proventi assottiglierebbe i propri ricavi e conseguenzialmente i propri margini operativi e, dunque un piccolo danno in termini di minori introiti, situazione questa che non dovrebbe comunque comportare dei grossi sacrifici” ci dice Gianluca Timpone, tributarista e, continua “ Le banche così come è stato concepito il merito creditizio prima con Basilea2 e dopo con Basiliea3 hanno margini di manovrabilità più o meno ristretti soprattutto quanto dalla disamina della posizione del cliente l’affidabilità bancaria si presenta compromessa per effetto ad esempio di un titolo di credito protestato, un ritardo nel pagamento di una rata nell’ambito di un contratto di mutuo ecc., e dunque occorrerebbe mettere da parte l’antico brocardo che stabilisce che le Banche concedono fiducia a chi il danaro non serve, lasciando nell’oblio quelle imprese che per effetto dei ritardi legati agli incassi sono costretti a rivolgersi agli istituti di credito per sopperire a quella momentanea oggi patologica illiquidità. Dunque mettere da parte i freddi numeri di bilancio, analizzando singolarmente ed individualmente i soggetti bisognosi di aiuto finanziario soprattutto quando ad esempio parliamo di quegli stessi soggetti che vantano crediti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni in quanto trattasi pur sempre di un Credito garantito dallo Stato.”

Forse perdere qualche commissione darebbe anche fiato ad un’economia in recessione e permetterebbe a molte famiglie di sopravvivere a questo tsunami che dal 2008 sta stravolgendo il mondo.

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