Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Monnezza d’importazione

Abruzzo, rifiuti e crimine

In una nota del Noe datata 8  Agosto 199 si legge “  la malavita, direttamente o indirettamente, abbia controllato e controlli tuttora il flusso di varie tipologie di rifiuti, che, prodotti essenzialmente fuori dal territorio della regione Abruzzo, con artificiosi passaggi, sono smaltiti abusivamente come residui riutilizzabili ed impiegati infine come ripristino ambientale della cava, ormai esaurita, in uso alla stessa società. La scelta di effettuare gli smaltimenti dei rifiuti anche in Abruzzo deriva dagli elevati costi di smaltimento presso discariche autorizzate e dal livello di saturazione raggiunto in altre regioni, quali la Campania e la Puglia, tali da rendere difficili ulteriori operazioni, difficoltà quest’ultima acuita dall’accentuata attività repressiva posta in essere dagli organi di polizia nelle predette regioni cui la fenomenologia criminale in trattazione è ben tristemente nota”

 Nel rapporto della Commissione Bilaterale Parlamentare sul ciclo dei rifiuti(XXIII Legislatura) si legge “Interessante, al riguardo, è la situazione riscontrata direttamente dalla Commissione nel corso della missione alla discarica di Ancarano in provincia di Teramo. Qui sono stati ritrovati depositi abusivi per circa sei milioni di Kg. di rifiuti urbani, per un’operazione del valore complessivo di circa un miliardo e 600 milioni. Pochissimi sono i residui solidi urbani finiti in discariche regolari. […]L’Abruzzo presenta, all’attualità, una particolare appetibilità economica ed è oggetto di attenzione da parte dell’imprenditoria deviata e della criminalità organizzata, che in questo territorio ricercano nuove frontiere per investire il denaro proveniente dalle attività illecite”

 Febbraio 2010: si scopre che a Monticchio, piccola frazione del comune di L’Aquila, il campo base dei Vigili del Fuoco  costruito sopra una discarica di  rifiuti tossici. Dall’Apat la preoccupante conferma: si tratta sostanze chimiche come tetraconazolo, penthoate, carbaril, frammisti ad arsenico, stagno e zinco.  1.000 uomini erano passati per quel campo.

Eccolo l’Abruzzo che galleggia tra rifiuti e crimine. L’Abruzzo che già negli anni ottanta vedeva transitare sul suo territorio i camion che finivano a Giugliano. Le ditte che allora si occupavano di smaltimento rifiuti sono le stesse forse un più grandi, forse un più strutturate.

L’Abruzzo è centrale per i camion che arrivano da Nord (Lombardia, Veneto) e vanno verso la Campania. Ed è appetibile, come ha detto la Commissione bilaterale, per investire il denaro che arriva da rifiuti, droga, business della prostituzione. Una Regione tranquilla, un po’ fuori dai grandi circuiti. Gente silenziosa abituata a farsi gli affari propri. Una regione gestita per tanti anni dal Senatore Remo Gaspari, esponente di spicco della DC, Ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Una Regione balzata agli onori della cronaca nel 1992 per l’arresto della Giunta per corruzione. Un altro grande arresto nel 2008:il Presidente della Giunta, Ottaviano Del Turco ex PSI poi fondatore del PD, ex Ministro delle Finanze e Presidente della Commissione Antimafia. Un’inchiesta sulla sanità lo ha affondato.

Una Regione tranquilla dove il 21 settembre del 2010 un’inchiesta, “Re Mida” ha portato alla luce un sistema di potere che gestiva i rifiuti abruzzesi. Arrestati Lanfranco Venturoni (allora assessore alla Sanità) e Rodolfo Di Zio (imprenditore nel settore rifiuti). Nell’ordinanza si parla di” azioni  di pressione sulla politica perché venisse abolito il tetto del 40% di raccolta differenziata minima prima di avviare la costruzione di inceneritori”.Tutto questo in provincia di Teramo. Quella Teramo dove è nata una delle logge massoniche più antiche d’Italia e dove il potere della vecchia DC  è trasversale alla destra e alla sinistra.

 Già nel lontano 1997 il Procuratore Generale Bruno Tarquini disse “la fase di rischio è superata e si può parlare di una vera e propria emergenza criminalità”. Parole che dopo 14 anni ci fanno riflettere su quanto il fenomeno sia stato sottovalutato e di quanto tempo si sia perso per la lotta all’illegalità e si sia trasformata, in una discarica, una Regione che  per definizione è “il cuore verde dell’Europa” il cui 33%  sono Parchi Nazionali, Regionali e aree protette.

(pubblicato su www.malitalia.it e su www.lindro.it)

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