Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Politica e provvisorietà

L’Italia è un Paese dove la provvisorietà è l’unica certezza. Così dice il Professor Ferrarotti. Ed è proprio vero.Viviamo in una nazione dove negli ultimi 20 anni siamo cresciuti senza sapere dove stavamo andando passando da un’elezione all’altra, di un governo all’altro, da politici con una casacca abituati a cambiarla repentinamente.
Una società che si è “forgiata” come un reality continuo. Dove il linguaggio, il linguaggio degli show televisivi è diventata non solo di moda ma quello corrente, quello con cui esprimersi in ogni situazione. Dalla volgarizzazione dell’italiano (scritto e parlato), al turpiloquio dove “cazzo,puttana,coglioni” sono i vocaboli preferiti.
In una società come questa che si è adattato, forse anche adagiata, alla precarietà civile è calata come una manna la crisi mondiale. La tempesta finanziaria che ha spazzato via aziende, persone e di cui non sappiamo anche se e quando finirà.
Una crisi che ci ha riportato verso una realtà dura, difficile da digerire e in cui la politica ha sguazzato per un po’ con i suoi giochetti dell’ottimismo. Poi la politica ha ceduto le armi. Bisognava fare scelte drastiche,impopolari . E non le potevano fare i politici che si basano sul consenso popolare e quindi sui voti. E allora meglio passare la mano ai tecnici, farli scornare con i problemi del lavoro, delle pensioni, del precariato, della scuola, giustizia, a cui loro mai avevano messo mani. Anzi, leggi, scuola e università, avevano fatto di tutto per affossarla.
Intanto la crisi avanza i soldi scarseggiano anche per chi vince appalti miliardari, la torta da dividere non basta a tutti e piano piano le gole si sciolgono e raccontano di traffici di soldi, mazzette, corruzioni varie. E anche nei partiti tira brutta aria e tra faide interne e qualche scivolone di troppo escono fuori i giochi di prestigio dei fondi consiliari di vari gruppi dalla maggioranza all’opposizione. Sì, sta finendo la seconda repubblica e per la terza si preparano funamboli come Grillo, abile a parlare ad essere al centro dell’attenzione di tutti e a usare metodi da caserma con i tanti “grillini” che lo seguono, anche un po’ maschilista volgare e becero. E poi c’è Renzi, il nuovo in politica, da quando era ragazzino una vita spesa tra DC,boy scout e i poteri forti di Firenze (editoria & Co).
Ma intanto i partiti hanno cominciato a rialzare la testa. Siamo in campagna elettorale e bisogna “apparire” all’elettorato come quelli che ci stanno salvando dalla politica del “rigore” voluta da Monti (politica e provvedimenti sui quali discutere ampiamente e lo si poteva fare anche in parlamento oltre che nelle piazze) e da loro sostenuta ma senza essere in prima linea. Adesso sono pronti a gettare a mare Monti per essere loro i protagonisti. Tutte dichiarazioni contro questo governo che, come ha detto Berlusconi, “tecnici un anno di disastri”. A lui sono serviti 20 anni per abbattere il sistema paese, per decerebrare la nostra cultura e per diffondere e radicare in ognuno di noi una dose di berlusconismo, quella sorta di qualunquismo egoistico (come diceva Banfield “familismo amorale”)che ci permette di adattarci a tutto purchè ci sia un piccolo tornaconto per noi. E a questo punto non ce ne frega nemmeno nulla se i politici ci prendono in giro. Perchè è evidente che ci hanno preso in giro e che lo faranno ancora, che non hanno avuto il coraggio di fare delle scelte e che anche adesso non hanno risposte precise su come ridurre le diseguaglianze sociali, come ottimizzare le risorse sanitarie, come risolvere il problema degli esodati, come migliorare la riforma delle pensioni, come aiutare i giovani precari ma anche gli over 45, come riconvertire intere aree industriali, quali piani di sviluppo per il turismo e l’agricoltura. Possono dirci esattamente questi politici quanta carta straccia dobbiamo ancora pagare per uscire dalla crisi?E che effetti avranno da qui a 20 le loro proposte, quando ce le hanno? Ma adesso sono pronti a riprendersi il loro posto e ci sarà anche chi penserà che loro spazzeranno via tutto ciò che Monti ha fatto: come se si potesse tornare indietro e si potessero riaprire i rubinetti delle banche, del credito, del lavoro. Crozza ieri diceva che in questo Paese “vittime e carnefici” hanno le stesse colpe. Ed è vero perché questa classe politica l’abbiamo coltivata e resa possibile noi. Noi siamo un popolo senza memoria: chi lo scorso anno voleva tagliare le province oggi fa le barricate per mantenerle. Chi ha “promosso” gli accreditamenti in sanità ( senza avere un progetto chiaro in mente ma solo pensando alle persone da sistemare)oggi si lamenta dei tagli nella sanità, fa blocco (UDC PDL PD) a che i medici non siano obbligati a scrivere il principio attivo di una medicina, perché ciò è contrario alle grandi case farmaceutiche che sovvenzionano i partiti e sono una lobby di pressione potentissima. E sono sempre loro che preferiscono mantenere in vita tre consigli regionali con gravi problemi di corruzione, concussione e una spesa che supererà il milione di euro ( consideriamo una media di 6000 euro a consigliere x 50 unità x 3 mesi )perché è più utile, per qualcuno o per tutti forse, andare a votare più in là. Tanto non si preoccupano delle nostre esigenze e ancor meno delle nostre reazioni. Non ne abbiamo.

(pubblicato su www.malitalia.it)

I Gattopardi

Berlusconi: le luci della ribalta si spengono e lui sente la fine avvicinarsi.

 Non so perché sono giorni che lo vedo aggirarsi,Berlusconi, tra Palazzo Grazioli e Monte Citorio. Ascolto le sue dichiarazioni e mi par di vedere un fantasma.

E’ un uomo alla fine che nel suo voler essere sempre in video ( che è stata la sua malattia di sempre), somiglia tanto ad Al Capone,interpretato da De Niro, nel film “Gli Intoccabili” quando, arrestato, dice al poliziotto Kevin Costner, in senso dispregiativo “Sei tutto chiacchiere e distintivo” .

Ecco Berlusconi  è così: un uomo alla fine della sua carriera. Messo da parte dai mercati e da un uomo che lui ha sempre ridicolizzato anche perché  lo considerava vecchio e rimbambito.

Un uomo che cerca di riconquistare lo spazio sui giornali oramai tutti al seguito di SuperMario e del suo programma ( che  anche un po’ il suo ma che a tutti sembra un altro chissà perché).

Un uomo che dice “La democrazia è sospesa  in questo paese” sperando di sollevare polemica, ma nessuno se lo fila. E che non vedendo reazione dice “Noi stacchiamo la spina quando vogliamo”. Una minaccia in stile mafioso ma anche l’emblema  di un uomo in preda ad una crisi di nervi. Un uomo che cerca disperatamente ancora di farsi sentire.

I riflettori si sono spenti su di lui. Ogni tanto  si accende una luce ma oramai le tavole del teatro della politica sono calcate da altri.

Certo il berlusconismo con la sua voglia di apparire è ancora tra noi. C’è  ancora quello che vuole fregare l’altro e sentirsi così più furbo, c’ è chi pensa che fatta la legge trovato l’inganno, c’è qualcuno, come l’On.le Laboccetta che ha come assistente parlamentare il figlio di un mafioso e gli sembra normale e siede pure in Commissione Antimafia.

C’ ancora la ragazzina tutte curve che pensa che il fisico  è il suo passaporto per il futuro  e non le interessa se deve passare per un letto o per il divano…..

Ma si avverte il cambiamento e Berlusconi sa che non può far spegnere i riflettori su di lui altrimenti sarà la fine, ma è già finito. Il giorno in cui Giorgio Napolitano ha diramato un comunicato ufficiale in cui si metteva nero su bianco il momento delle dimissioni del premier.

L’uomo dell’apparire messo all’angolo dall’uomo del silenzio. L’uomo da cinepanettone e l’uomo del teatro di Eduardo. Parole contro sostanza.

E quello che brucia ancora di più a Berlusconi è che questo governo sotto sotto sembra la vendetta di Romano Prodi, basta guardare bene tra le pieghe dei curriculum dei vari ministri.

E così il nuovo, l’imprenditore che scende in politica per cambiare il mondo viene esautorato da quell’asse DC-PCI che ha governato l’Italia dal dopoguerra e che negli ultimi venti anni sembrava assopito. Ma i Gattopardi, quelli veri, sono sempre vivi.

(pubblicato su www.malitalia.it e www.lindro.it)

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