Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

L’energia pulita di Cosa Nostra

E’ di questi giorni la notizia  di arresti relativi agli appalti di Trenitalia. 42 indagati. Il cuore dell’operazione e’ Bologna. “Un sistema radicato e strutturato nel tempo “, cosi’ lo definisce il procuratore Giuseppe Quattrocchi. Anzi a dirla tutta si parla della gestione degli appalti con il metodo Siino ( il Ministro dei Lavori Pubblici di Cosa Nostra). Un metodo consolidato in cui le aziende si sedevano intorno ad un tavolo e si partivano i lavori.

Un metodo non solo siciliano per la verita’ e con il quale tutti gli appalti, soprattutto le opere pubbliche, sono stati gestiti dal dopoguerra ad oggi.

Ma vogliamo anche parlare dei settori che oggi sono aggrediti dal sistema degli appalti e del crimine. E lo facciamo con  una storia che viene dalla Sicilia, che ha gia’ visto un processo concluso nel 2010, e che inizia nel lontano 2003 quando alcune imprese, fra le quali la ENERPRO e la SUD WIND S.r.l. presentarano al Comune di Mazara del Vallo l’autorizzazione a realizzare parchi eolici sul territorio comunale. Dalle indagini, condotte dalla Polizia e dai Carabinieri di Trapani, si evidenzia  come Melchiorre Saladino, imprenditore locale vicino al boss,latitante, Matteo Messina Denaro “u siccu”,sia divenuto il regista dell’operazione  su incarico ricevuto dal “reggente” del mandamento  mafioso di Mazara del Vallo, Matteo Tumbarello.

Il Saladino riesce a venire in possesso del progetto di una delle imprese, la “ENERPRO”, che veniva prelevato dagli uffici comunali in cui era custodito. Questa operazione favoriva la SUD WIND che poteva quindi fare il restayling al proprio potendo avere come pietra di paragone l’offertya del suo competiro. Intano i soci della SUD WINd, Franzelli e Aquara, concordavano con lo stesso Saladino ed un consigliere comunale di Mazara del Vallo, Vito Martino, un patto con cui gli stessi avrebbero ricevuto 150 euro in due tranches. La prima doveva anche servire a pagare “l’appoggio” di altri pubblici ufficiali coinvolti in questo scambio: appalti-soldi-potere. E soprattutto la gestione dei fondi destinati all’energie rinnovabili, nuova frontiera del business delle mafie.

  
Ignazio De Francisci procuratore aggiunto Dda di Palermo: «Cosa nostra cerca sempre appoggi nella pubblica amministrazione. La prima frontiera della lotta alla mafia, per questo motivo, è proprio l’azione sulle amministrazioni comunali.Nel progetto di realizzazione del parco eolico era necessario un diretto contatto col territorio e, in questo senso, Cosa nostra nel trapanese si muove benissimo». 

Giuseppe Linares,ai tempi dell’operazione ( 17 febbraio 2009) Capo della Squadra Mobile di Trapani e oggi a capo della sezione Anticrimine della Questura di Trapani, disse : «C’è un patto occulto tra Cosa nostra trapanese e alcuni imprenditori nel settore dell’energia eolica. C’era un vero e proprio accordo di corruttela tra imprenditori e funzionari comunali di Mazara del Vallo ma anche con un consigliere comunale dello stesso Comune. Cosa nostra preferisce l’approccio con le imprese al racket delle estorsioni. Cosa nostra è sempre attenta a valutare le nuove evoluzioni del settore imprenditoriale e a cogliere la moda del momento, che nel caso specifico è quella dell’energia eolica.”

 Dalle indagini  emerso anche che tutti sapevano, e soprattutto le imprese, sapevano che per lavorare bisognava rivolgersi al “Capo” del territorio e così fece anche  la società “Fri-El Green S.p.a.” di Bolzano che voleva entrare e lavorare nel campo dell’eolico. E per Mazara del Vallo la società trentina scelse come riferimento Vito Marino e lo sostenne per 30 mila euro nella sua campagna elettorale dle maggio 2006 . E così che per lavorare si innescano i meccanismi di corruttela e collusione.

Per questo sono stati condannati, anche in appello, l’ex assessore e consigliere comunale di Forza Italia, Vito Martino,  due anni per corruzioni, per i giudici, però, Martino non era al corrente dei progetti della famiglia mafiosa di Mazara sullo stesso impianto. Franzinelli è stato condannato ad 1 anno e 2 mesi, il suo socio Antonio Aquaro, ad 1 anno, 5 mesi, 24 giorni. I giudici di secondo grado hanno confermato la condanna a 8 anni e 4 mesi per Giovan Battista Agate, fratello del “padrino” di Mazara, “don” Mariano Agate. Sono stati condannati anche l’ex capo dell’ ufficio tecnico del Comune di Mazara del Vallo, ‘architetto Pino Sucameli, 7 anni e 1 mese, e Nino Cuttone, 6 anni e 7 mesi. L’imprenditore salemitano Melchiorre Saladino ha patteggiato in sede di udienza preliminare.

In questo caso la giustizia è  stata rapida e senza capovolgimenti di sentenze. Un esempio soprattutto per una regione, come la Sicilia, dove la “zona grigia” tra professionisti, imprenditori, politica e Cosa Nostra  è spesso labile. Ma anche la fotografia di un sistema economico, di lavoro, di impresa e politico che non lascia spazio se non all’onestà e alla trasparenza. E questo metodo in un momento in cui le banche non danno credito ( ultima stima il 70% del crdito bancario va al 10% di clienti medio –grandi ma che sono anche i più insolventi) per molti, troppi rimane l’unico modo di lavorare. E fanno sempre più gola gli appalti nelle aree dove arrivano i grandi finanziamenti europei che siano per le nuove tecnologie e per le energie pultie. Sempre a Trapani in un’altra operazione, Cosa  Nostra Resort,  stato confiscato un villaggio turistico di circa 12 milioni di euro arrivati con finanziamenti europei. La frode all’Unione è diventata uno dei meccanismi fondanti del nuosistema economico del crimine organizzato in tutta Europa tanto che Al jazeera ha dedicato un’inchiesta alla nuova frontiera del business non solo delle mafie.

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