La nostra sanità, quella che permette a tutti di essere curati, ha i volti di Maria Cristina e Silvio – La storia

Il sistema, fatto di strutture fisiche e di “persone”, ha retto grazie all’aiuto dei militari, dei privati, di chiunque ha potuto dare una mano.

In Spagna persone sdraiate lungo i corridoio. Negli Stati Uniti si muore a 17 anni perché  non si ha l’assicurazione sanitaria. Nel Regno Unito muore un bambino di 5 anni e mentre da una parte si pensa ancora all’immunità di gregge dall’altra si propende per un lockdown più ferreo. E quello che si nota è che tutti sistemi sanitari sono allo stremo, si salva, forse, la Germania. E cosa è successo al nostro sistema ospedaliero che negli anni ha subito tagli, che soffre di carenze e che, da sempre, è  una “peschiera” per la corruzione?

Il sistema ha retto

Una marea montante di malati, soprattutto quelli gravi da rianimazione e nessuno era pronto. Momenti difficli, turni massacranti, morti trasportati sui camion. Un incubo.Eppure il sistema, fatto di strutture fisiche e di “persone”, ha retto grazie all’aiuto dei militari, dei privati, di chiunque ha potuto dare una mano.

Le parole di Tarantino e Di Tella

Ospedali riconvertiti in breve per accogliere malati Covid. Proviamo a raccontare quello di Sassuolo attraverso le parole di Maria Cristina Tarantino, Direttrice delle Professioni Sanitarie del presidio, e grazie al Direttore Sanitario, Silvio Di Tella.

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Il sistema ha retto

Una marea montante di malati, soprattutto quelli gravi da rianimazione e nessuno era pronto. Momenti difficli, turni massacranti, morti trasportati sui camion. Un incubo.Eppure il sistema, fatto di strutture fisiche e di “persone”, ha retto grazie all’aiuto dei militari, dei privati, di chiunque ha potuto dare una mano.

Le parole di Tarantino e Di Tella

Ospedali riconvertiti in breve per accogliere malati Covid. Proviamo a raccontare quello di Sassuolo attraverso le parole di Maria Cristina Tarantino, Direttrice delle Professioni Sanitarie del presidio, e grazie al Direttore Sanitario, Silvio Di Tella.

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https://youtu.be/PNnWjNbg5DY

La prima cosa che dice Maria Cristina è “c’è stato un momento di spavento davanti all’ignoto, nessuno conosceva questo virus…adesso lo frequentiamo tutti i giorni, lo conosciamo”. Ma cambiare l’impostazione dell’ospedale ha richiesto non improvvisazione ma la capacità di essere una squadra, ognuno con professionalità pregresse e consolidate, di esser un blocco unico che lavorato, studiato di notte e ha messo in discussione la propria vita familiare e profesisonale perché “il valore della vita è prioritario”.

Ma sono le parole del Direttore Di Tella che spiegano meglio cosa è successo

“Non usciremo uguali”

Maria Cristina Tarantino dice “non usciremo uguali. Ci sarà il dolore che lascerà il segno. Ma questo momento ci farà pensare al tempo che dobbiamo imparare a mettere da parte, mentre prima correvamo sempre. E poi bisogna fare una riflessione sul comparto sanitario, capire anche lì le priorità, dare vita ad una nuova forma di lavoro.”

Maria Cristina questa professione l’ha scelta ed ha lasciato il suo Salento, Gallipoli, per andare a studiare al Niguarda. Ha lavorato allo IEO “un’esperienza bellissima” e poi per amore arriva a Sassuolo. Ha una Laurea magistrale, 2 figli. Ma parla solo del suo lavoro, per ritegno e anche perché ce lo ha dentro. È si la direttrice delle professioni sanitarie ma è Maria Cristina l’infermiera la cui priorità sono le persone. È lei che non si tira indietro a nulla, che distribuisce le mascherine con le colleghe Rita e Cristina, che rinuncia ai suoi sabati e domeniche per lavorare, con tutta la direzione sanitaria, al capovolgimento dell’ospedale. È lei che ti racconta di come si sono fatti in quattro per far parlare i malati con i loro parenti.

I volti della nostra sanità

Ecco la nostra sanità, quella che permette a tutti di entrare in ospedale ed essere curati, ha i volti di Maria Cristina Tarantino e Silvio Di Tella e dei tanti altri operatori della sanità ( medici, infermieri, fisoterapisti….) che ogni giorno ci sono per tutti e sono gli stessi di tre mesi fa, come dicono loro, “non siamo eroi o angeli siamo noi”.

(pubblicato su Tiscalinews il 6 aprile 2020)

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