Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

L’Aquila 3 anni dopo: la situazione

Il 24 marzo scorso il Presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato un’ordinanza, la 4013, del Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca. 181 milioni per accelerare il processo di ricostruzione.
Il Presidente del Consiglio, il Ministro Barca e il Ministro Cancellieri erano stati proprio pochi giorni prima in visita alla città anche in occasione del forum dell’OCSE “Abruzzo verso il 2030 sulle ali dell’Aquila” e l’analisi degli studiosi dell’Osce sul post-terremoto in Abruzzo e’ spietata: ”l’attuale situazione dell’Aquila in materia di ricostruzione sembra riflettere un approccio frammentato, scoordinato e individualistico, con prospettive di breve termine”.
L’idea di una smart city proposta dall’Ocse e’ l’esatto opposto da quella linea direttrice caratterizzata ”dalla volonta’ di veder ricostruiti il piu’ gran numero possibile di edifici cosi’ come erano prima del terremoto del 2009, il piu’ rapidamente possibile”.
Ma come dice il Sindaco Cialente la proposta OCSE è molto bella ma difficile da attuare anche perché le persone vogliono ricostruire la propria casa esattamente lì dove era e non voglio neanche abbassare il tetto di 10 cm anche perchè spostarsi vorrebbe dire “non poter vedere dalla finestra la casa dove è morta mamma”. Una ricostruzione che si scontra quindi con sentimenti personali e questioni tecniche e anche, purtroppo, sulla scelta di come ricostruire le case. Non poche sono le segnalazioni per cui si ricostruisce con i vecchi metodi tenendo di poco conto il fatto che si è in una zona altamente sismica e qualche volta pare che quello che è accaduto quella notte a poco sia servito.
Ma cerchiamo di capire cosa vuole fare il Governo da questo momento.
Semplificazione, informazione e comunicazione, rigore e continuità degli interventi , queste le parole chiave documento proposto dal ministro Barca, di concerto con Monti e d’intesa con il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, sentiti i sindaci dell’Aquila e degli altri Comuni del cratere.Grandi novità come la cessazione degli incarichi di peronaggi come Antonio Cicchetti (amcio personale di Gianni Letta e Gentiluomo del Papa) e chiude anche quella struttura di emergenza che tanto ha fatto parlare di sé. Una grande attenzione, nella proposta di Giarda, è rivolta ai costi ai tempi di realizzazione delle opere e soprattutto ai problemi legati alla criminalità organizzata, la cui presenza è stata confermata da indagini e arresti.
SEMPLIFICAZIONE
Per semplificare e accelerare il processo di ricostruzione nei Comuni della Regione Abruzzo, è previsto lo snellimento delle strutture commissariali. Chiude il prossimo 31 marzo la Struttura Gestione Emergenza (SGE) e vengono trasferite le funzioni di attività di controllo dei cantieri e di gestione delle soluzioni alloggiative e di autonoma sistemazione. Le altre funzioni esercitate dalla SGE, nonché le risorse strumentali e finanziarie e le restanti risorse umane, sono temporaneamente trasferite alla Struttura Tecnica di Missione, che assume la denominazione di Ufficio Coordinamento Ricostruzione. Cessano dall’incarico il vice commissario alla tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti, e il commissario vicario, Antonio Cicchetti. Soppressa anche la commissione tecnico scientifica, mentre il commissario delegato per la ricostruzione potrà avvalersi di una commissione consultiva composta da tre esperti. Razionalizzata la gestione commissariale. Entro 60 giorni dall’emanazione dell’ordinanza, il commissario dovrà adottare un piano di ridefinizione delle competenze dell’ufficio coordinamento ricostruzione e ridurre i costi annui di funzionamento in una misura non inferiore al 30% rispetto al 2011. Istituito un ufficio territoriale unico per la ricostruzione per l’intera area, con l’obiettivo di accelerare e snellire il processo di esame delle richieste di contributo per la ricostruzione degli immobili privati ricompresi nei piani di ricostruzione.
INFORMAZIONE, COMUNICAZIONE E PROGRAMMAZIONE
Il secondo asse portante è la produzione di informazioni di qualità che consentano adeguate previsioni e l’avvio di una comunicazione continuativa tra istituzioni e cittadini. Il commissario s’impegna a realizzare un database integrato, sulla cui base vengano aggiornati con frequenza mensile le tavole e i grafici sullo stato di attuazione della ricostruzione contenuti nella Relazione predisposta dal ministro per la Coesione territoriale, rendendo pubbliche le informazioni secondo i principi degli open data.Al commissario il compito di istituire una Struttura di Comunicazione all’interno dell’Ufficio Coordinamento Ricostruzione che possa garantire un’adeguata attività di comunicazione istituzionale, interistituzionale e di servizio al cittadino, con lo scopo di facilitare l’accesso degli interessati alle informazioni relative allo stato dei processi amministrativi che li riguardano. A tale scopo, verrà anche attivato un servizio di sportello con funzioni di relazione col pubblico dedicato alle istruttorie per le domande di concessione dei contributi.
RIGORE
Il rafforzamento del rigore e della trasparenza punta a prevenire le infiltrazioni criminali nei lavori di ricostruzione, a rafforzare le condizioni concorrenziali e a scoraggiare una concentrazione dei lavori a carico di uno stesso soggetto che non dimostri in seguito capacità attuativa. Penali e sanzioni per i ritardi nella conclusione dei lavori: il ritardo superiore a un mese dalla conclusione dei lavori di riparazione o ricostruzione degli edifici privati ammessi a contributo comporta una riduzione dell’importo concesso pari al 10% della rata per il pagamento dell’ultimo stato d’avanzamento dei lavori. Per ogni mese di ulteriore ritardo si applica un’ulteriore riduzione dell’1% fino ad un massimo del 50. Le domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione di edifici danneggiati devono essere corredate anche da almeno cinque offerte acquisite da imprese, nonché da almeno tre offerte acquisite da progettisti, individuati tra quelli compresi nei “Pubblici Elenchi di Operatori Economici”, al fine di consentire valutazioni comparative e di effettuare le relative verifiche antimafia. Prevista per tutte le aziende che si occupano di attività connessa alla costruzione e riparazione degli edifici colpiti dal sisma l’iscrizione in appositi elenchi tenuti dalle Prefetture dell’Aquila, Pescara e Teramo, in maniera da escludere imprese e soggetti coinvolti in organizzazioni criminali di tipo mafioso, sottoposti a liquidazione fallimentare, procedure concorsuali, misure di prevenzione, o con condanne passate in giudicato. L’iscrizione è subordinata al possesso di requisiti di affidabilità tecnica definiti dal Commissario attraverso l’avviso pubblico con cui vengono raccolte le manifestazioni d’interesse per l’esercizio di queste attività.
CONTINUITA’ DEGLI INTERVENTI
Il quarto asse riguarda le misure per assicurare la continuità degli interventi: proroga dei contratti fino al 31 dicembre per i lavoratori della Struttura Missione Espropri, del personale co.co.co dei Comuni del cratere, della Provincia dell’Aquila e dell’amministrazione comunale dell’Aquila
Prolungato il diritto al contributo per l’autonoma sistemazione al 30 giugno 2012, se l’unità immobiliare abitata alla data del 6 aprile 2009 è classificata con esito B o C, e al 31 dicembre 2012 se l’unità immobiliare abitata alla data del 6 aprile 2009 è classificata con esito E, oppure è ricompresa in un aggregato edilizio o in area perimetrata dei centri storici. Gli affitti concordati con la Protezione civile possono essere prorogati, previo espresso assenso del proprietario, fino al 30 giugno 2012. Prorogata l’assistenza alloggiativa nei confronti degli aquilani che hanno perso la disponibilità di un’unità abitativa classificata con esito B o C, essendo venuto meno il rapporto di locazione, a causa dell’evento sismico del 6 aprile 2009, fino al 31 dicembre 2012. Il Comune dell’Aquila è autorizzato a utilizzare almeno cinque alloggi del Progetto C.A.S.E. e M.A.P. per destinarli all’ospitalità di case famiglia o strutture similari, di associazioni di assistenza per portatori di handicap dei comuni del cratere che abbiano avute distrutte le proprie sedi. Prorogate alcune attività volte a garantire il superamento dell’emergenza fino al 31 dicembre: le risorse del Provveditorato e il supporto operativo da parte del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e l’impiego di personale dell’Esercito per assicurare il presidio dell’ordine pubblico nei centri storici. Infine, verrà redatto un testo unico coordinato sul sisma al fine di coerenza, chiarezza e completezza.
(pubblicato su www.lindro.it)

Lettura della settimana: Roma come Napoli

“A Roma la monnezza sempre stata un fatto privato.Ai tempi del fascismo a raccogliere per strada i sacchi di tela dei cittadini e gli scarti di lavorazione degli artigiani erano i “costruttori del regime”, imprese come la Federici, la Tudini. E specialmente la Vaselli, proprietà del conte Romolo, amico potente della Roma fascista e post Liberazione, i cui affari erano una miscela tra quelli gestiti oggi da Caltagirone e Cerroni:palazzi,speculazione fondiaria e spazzatura.”
Così Manuela Bonaccorsi, Ylenia Sina e Nello Trocchia descrivono il business monnezza nel loro libro “Roma come Napoli” edizioni RX Castelvecchi. Una istantena della questione rifiuti in quella città eterna che pensa ancora di essere immune dal disastro ambientale che ha visto sulle pagine di tutti i giornali nazionali e internazionali una città come Napoli. Una questione sulla quale sono vissute campagne elettorali, emergenze continue, sprechi,appalti e società criminali.
Un quadro che di pari passo si ripropone a Roma.Gli attori, i comprimari, nel tempo sono in parte cambiati e in parte no. L’emergenza viene comunque affrontata con la stessa disinvoltura dal 1999 ad oggi. L’attore principale no: Manlio Cerroni, avvocato, che ha garantito, negli ultimi tre decenni, una tranquilla ( e redditizia per pochi) convivenza con l’immondizia.
Nel libro si parla di Malagrotta, megadiscarica alle porte della città, da chiudere a giugno 2012.
Il libro inchiesta ricostruisce tutti passaggi, alcuni sconosciuti, che hanno portato Roma sull’orlo dell’emergenza. Un libro che apre uno squarcio su eventi che si stanno susseguendo sotto i nostri occhi.
La differenza tra Roma e Napoli è che in Campania i monopolisti locali si alleano o meglio subiscono i clan nel Lazio l’avvocato Cerroni è, con molta probabilità, lontano dagli ambienti del crimine organizzato.
Ma l’emergenza rifiuti è un pozzo senza fine fatto di clientele e partizioni utili trasversalmente e l’inchiesta con atti,interviste, documenti delinea un quadro che coinvolge molti protagonisti delle istituzioni e della cosa pubblica e quadro fa capire come le emergenze e le relative gestioni non siano altro che l’emblema dell’Italia che cola a picco.

“Per capire il disastro della spazzatura occorre tornare indietro di qualche anno. Nel 1999 la Regione Lazio entra in emergenza rifiuti.La logica è sempre la stessa. Si ripeterà esattamente dodici anni dopo. Cambiano i politici, cambiano le maggioranze- allora centrosinistra dopo un decennio centrodestra- ma la materia è la stessa.La stessa politica incapace di scelte e soluzioni, lo stesso monopolista privato.E’ il febbraio del 1999 quando il governo Massimo D’Alema dichiara lo stato di emergenza per lo smaltimento rifiuti a Roma e in provincia….”Nel 1999 Storace e Frattini chiedono al Ministro della Giustizia Diliberto “quali iniziative intenda prendere a tutela della magistratura romana che, alle prese con un’indagine sulla gestione dei rifiuti,appare soggetta a pressioni del governo”. Storace e Frattini si riferiscono ad un’indagine dalla quale risulta che la discarica di Malagrotta è sprovvista di autorizzazioni dal 1987. Ma chi firmerà l’autorizzazione a Cerroni nel 2001? Storace allora Presidente della regione Lazio.
Insomma l’emergenza rifiuti è un affare da cui nessuno vuole uscire, anzi.

La neve: questa sconosciuta

Nevicava come non forse non ricordavo più. Era l’inverno 1985/1986. Vivevo a L’Aquila. La mattina mi svegliai e trovai un metro di neve davanti alla porta. Non si poteva uscire. Non c’era la Protezione Civile come la vediamo oggi. Faceva freddo, quello vero. Chiami qualcuno che mi aiutasse a togliere la neve per poter aprire il cancello. E poi per un mese circa le temperature la notte andavano sotto i 20 gradi. Ma passati i primi due giorni poi tutto tornò alla quasi normalità. Certo si camminava a fatica, certo i mezzi erano pochi ma pensare che quasi a 30 anni di distanza ci si debba ritrovare nelle stesse condizioni o peggio, da fastidio.
In Abruzzo nevica e fa freddo. Mentre scrivo ci sono interi paesi nella zona di Avezzano isolati. Da giorni, nelle aree interne, gli animali come lupi e cerci scendono nei paesi in cerca di cibo. Cosa c’è là in alto tra la catena del Gran Sasso, dei Monti della Laga, nel versante del Morrone? Deve fare freddo in alto e ci deve essere tanta neve se i lupi sono scesi a Villetta Barrea e a Pescasseroli.
E i paesi sono isolati,manca la luce,manca il latte. Il paese sembra tornato indietro di oltre cinquant’anni. I più anziani parlano della nevicata del 56 come paragone per quello che sta succedendo.
Ho ascoltato, poco fa, la voce di Paolo Rumiz che raccontava la notte a Balsorano, nell’aquilano, durante la nevicata.
Sa di epopee passate e invece siamo nel 2012.
E il Ministro Cancellieri, rispondendo ieri al Senato, parla di un’inchiesta per capire perché l’autostrada che da Roma porta verso Teramo e Pescara (a/24 e A/25) sia rimasta chiusa per oltre 50 ore, isolando completamente la Regione.
Tante le polemiche di questi giorni sulla Protezione Civile ma pensare che l’autostrada dei Parchi, quella abruzzese quindi, rimanga chiusa ha del ridicolo. L’Abruzzo è per metà area montana alla neve siamo abituati alla neve e al ghiaccio. D’inverno c’è sempre pronto un parco mezzi adeguato tra spartineve e spargisale. Cosa non ha funzionato? E di chi è la colpa? Di autostrade o del Governatore Chiodi? Per ora è tutto un rimpallo di responsabilità come è sempre in un paese che i problemi li scarica sempre sul vicino. Qualcuno ha dato anche la colpa al governo Monti!
A L’Aquila, questa mattina le strade in centro erano pulite ma nel circondario non è lo stesso se il Comune di Sante Marie ha scritto una lettera aperta alla Regione Abruzzo, alla Provincia dell’Aquila, al Ministero dell’Interno per far presente la sua situazione di isolamento dopo giorni dalla prima ondata di freddo. E l’impreparazione è tale che anche oggi sull’autostrada A/14 (l’asse Bologna-Taranto) tra Giulianova e Roseto ci sono mezzi in difficoltà e l’aeroporto di Pescara è chiuso. Insomma non sono bastati gli annunci, i meterologi e gli allerta di questi giorni. La protezione Civile ha messo in campo oltre 3000 uomini per questa emergenza e poi Corpo Forestale, Vigili del Fuoco che portano medicine, cibo.
Veramente storie e scenari apocalittici come se mai fosse nevicato. Come se mai l’inverno avesse fatto freddo. Oltre il clima siamo mutati anche noi?
D’altra parte la mia padrona di casa di Roma alle lamentazioni sul fatto che la casa è fredda mi ha risposto “Ma non ha mai fatto freddo a Roma non si poteva prevedere”. Come i tassisti che si sono imbestialiti contro il tempo perché hanno dovuto comperare le catene, per poter lavorare!!!!!! Diciamo che una volta, e in questo caso mi sento veramente un elemento della protostoria, era un obbligo acquistare le catene e tenerle in macchina l’inverno. Ma ci siamo abituati a stagioni miti, tuttalpiù piovose e quindi abbiamo dimenticato l’obbligo.
Sarà sicuramente una perturbazione eccezionale ( anche il Ministro ha citato l’eccezionalità dell’evento) ma è possibile che un paese si possa trovare così impreparato? Che ci sia sempre un’emergenza per qualsiasi evento? E il terremoto non si può prevedere, le piogge è colpa del cambiamento del clima ( e non che si costruisce negli alvei dei fiumi), la neve del freddo che viene dalla Siberia ( che probabilmente fino a ieri si era spostata).
L’Italia è il Paese dell’emergenza continua.

(pubblicato su www.lindro.it)

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
    La conoscenza, la passione per il viaggio mi hanno portata in giro per il mondo ma anche a visitare l’Italia più volte. Amo l’arte e so che la cultura può muovere il mondo.
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