Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Le vite indignate

Berlusconi ha incassato l’ennesima fiducia (grazie anche alla presenza in aula dei radicali!). La prossima settimana si discute il DDL sullo sviluppo e ci ritroveremo ancora a parlare di quando finirà questa agonia.

Perché di agonia si tratta. Agonia politica, sociale ed economica. Il Paese è allo stremo e domani la manifestazione degli indignados, la nascita del partito degli esclusi ci diranno a che limite è arrivata la pazienza degli italiani. Sperando che nessuno, per diverse motivazioni, voglia turbare la giornata.

Intanto l’indignazione  è qualcosa che sta crescendo sempre più. Mentre un anno fa chi era in difficoltà la nascondeva, se ne vergognava e forse pensava che era sua la colpa, oggi tutti parlano apertamente dei propri problemi, della propria rabbia e della frustrazione di vivere non vedendo la possibilità di un futuro. Di un Paese che si  adeguato a sopravvivere, giorno dopo giorno . Oggi tutti parlano delle bollette non pagate, della cartella esattoriale di Equitalia più che dei soldi per fare la spesa.

La forbice tra chi è  ricco ricco e chi è povero povero si è amplificata. Il ceto medio non esiste più. Oggi nei supermercati il banco delle carni è sempre pieno e si è tornati indietro nel tempo quando si comprava la fettina solo per la domenica. Una volta a settimana e poi basta. Le offerte ti rincorrono. Gli annunci affittasi e vendesi aumentano di giorno in giorno, come la chiusura di tanti negozi. Aumentano i “Compro Oro” potrebbero anche riaprire tutti i Monte dei Pegni d’Italia, ci sarebbe lavoro per loro.

Un tassista, di quelli anziani, mi ha detto “Io faccio questo lavoro da 43 anni, le mie figlie lavorano e io la pila sul fuoco ancora la posso mettere . Quello che dovevo fare l’ho fatto tanti anni fa. Ma uno che si  è comprato la casa 5 anni fa e ha un mutuo da 700 euro con il lavoro che è sceso del 30% adesso come fa a far  mangiare i figli?”

E a proposito di ceto medio, un professionista di circa 55 anni si è ritrovato ad oggi con un calo di oltre il 40% e mi racconta che quando ha visto la sua denuncia de redditi del 2010 di soli 23mila euro contro i 65mila del 2009 si è  sentito male e soprattutto si è chiesto come ha fatto a sopravvivere in una città come Roma dove tutto costa. E mi ha raccontato che ha imparato a trovare il supermercato dove spendere meno, dove l’acqua minerale (la bottiglia da 2 litri) costa solo 0,23 centesimi e si trovano tante occasioni. E pensare che quando aprirono gli hard discount ci sembrava una cosa per barboni!

E i barboni, oggi , siamo noi.

C’ poi il giovane precario che lavora a periodi alterni e che quando è  fortunato guadagna 800 euro al mese e che vive sempre come uno studente anche se ha 40 anni. Perciò è arrivata la moda del co-housing, che detta così sembra qualcosa di chic e rivoluzionario. No , semplicemente ci si divide affitto, spesa, bollette in tre o 4 persone. E quello che era lo stile di vita dell’università , e quindi d un segmento di vita, è diventato la normalità.

Poi c’ l’imprenditore che ha lavorato per un Ente pubblico che non l’ha pagato o comunque lo ha pagato in ritardo e quindi lui ha saltato la rata dell’IRPEF o dell’IVA e adesso arriva lo Stato (lo stesso che avrebbe dovuto pagarlo) che gli pignora la casa e non c’è ragione che tenga!

E poi ci sono i giovani ricercatori che devono fare i salti mortali per avere una borsa di studio. Che devono peregrinare in tutta Italia per un posto e che se non avessero la famiglia che li assiste sarebbero in mezzo ad una strada. Qualcuno ha scelto di andare via e, forse, anzi senza forse, ha fatto bene.

E ci sono le giovani coppie che vorrebbero un figlio ma che non possono permetterselo. E ci sono i cassaintegrati e quelli che lavorano al nero in agricoltura, nelle fabbriche tessili (dove si muore anche vedi il crollo di Barletta). E ci sono quelli che,per fame, finiscono nelle mani del crimine organizzato e le donne che per dare da mangiare ai figli si prostituiscono.

Questo  è il popolo degli indignados. Fatto di giovani che non vedono sbocco per il loro futuro e di gente che superati i 50 anni non vede più nessuna luce. Qualcuno di loro ha anche pensato di sparire per sempre.

Ma sono ancora qui e domani sarà forte la loro voce.

 (pubblicato su www.malitalia.ie e su www.lindro.it)

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
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