Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

La neve: questa sconosciuta

Nevicava come non forse non ricordavo più. Era l’inverno 1985/1986. Vivevo a L’Aquila. La mattina mi svegliai e trovai un metro di neve davanti alla porta. Non si poteva uscire. Non c’era la Protezione Civile come la vediamo oggi. Faceva freddo, quello vero. Chiami qualcuno che mi aiutasse a togliere la neve per poter aprire il cancello. E poi per un mese circa le temperature la notte andavano sotto i 20 gradi. Ma passati i primi due giorni poi tutto tornò alla quasi normalità. Certo si camminava a fatica, certo i mezzi erano pochi ma pensare che quasi a 30 anni di distanza ci si debba ritrovare nelle stesse condizioni o peggio, da fastidio.
In Abruzzo nevica e fa freddo. Mentre scrivo ci sono interi paesi nella zona di Avezzano isolati. Da giorni, nelle aree interne, gli animali come lupi e cerci scendono nei paesi in cerca di cibo. Cosa c’è là in alto tra la catena del Gran Sasso, dei Monti della Laga, nel versante del Morrone? Deve fare freddo in alto e ci deve essere tanta neve se i lupi sono scesi a Villetta Barrea e a Pescasseroli.
E i paesi sono isolati,manca la luce,manca il latte. Il paese sembra tornato indietro di oltre cinquant’anni. I più anziani parlano della nevicata del 56 come paragone per quello che sta succedendo.
Ho ascoltato, poco fa, la voce di Paolo Rumiz che raccontava la notte a Balsorano, nell’aquilano, durante la nevicata.
Sa di epopee passate e invece siamo nel 2012.
E il Ministro Cancellieri, rispondendo ieri al Senato, parla di un’inchiesta per capire perché l’autostrada che da Roma porta verso Teramo e Pescara (a/24 e A/25) sia rimasta chiusa per oltre 50 ore, isolando completamente la Regione.
Tante le polemiche di questi giorni sulla Protezione Civile ma pensare che l’autostrada dei Parchi, quella abruzzese quindi, rimanga chiusa ha del ridicolo. L’Abruzzo è per metà area montana alla neve siamo abituati alla neve e al ghiaccio. D’inverno c’è sempre pronto un parco mezzi adeguato tra spartineve e spargisale. Cosa non ha funzionato? E di chi è la colpa? Di autostrade o del Governatore Chiodi? Per ora è tutto un rimpallo di responsabilità come è sempre in un paese che i problemi li scarica sempre sul vicino. Qualcuno ha dato anche la colpa al governo Monti!
A L’Aquila, questa mattina le strade in centro erano pulite ma nel circondario non è lo stesso se il Comune di Sante Marie ha scritto una lettera aperta alla Regione Abruzzo, alla Provincia dell’Aquila, al Ministero dell’Interno per far presente la sua situazione di isolamento dopo giorni dalla prima ondata di freddo. E l’impreparazione è tale che anche oggi sull’autostrada A/14 (l’asse Bologna-Taranto) tra Giulianova e Roseto ci sono mezzi in difficoltà e l’aeroporto di Pescara è chiuso. Insomma non sono bastati gli annunci, i meterologi e gli allerta di questi giorni. La protezione Civile ha messo in campo oltre 3000 uomini per questa emergenza e poi Corpo Forestale, Vigili del Fuoco che portano medicine, cibo.
Veramente storie e scenari apocalittici come se mai fosse nevicato. Come se mai l’inverno avesse fatto freddo. Oltre il clima siamo mutati anche noi?
D’altra parte la mia padrona di casa di Roma alle lamentazioni sul fatto che la casa è fredda mi ha risposto “Ma non ha mai fatto freddo a Roma non si poteva prevedere”. Come i tassisti che si sono imbestialiti contro il tempo perché hanno dovuto comperare le catene, per poter lavorare!!!!!! Diciamo che una volta, e in questo caso mi sento veramente un elemento della protostoria, era un obbligo acquistare le catene e tenerle in macchina l’inverno. Ma ci siamo abituati a stagioni miti, tuttalpiù piovose e quindi abbiamo dimenticato l’obbligo.
Sarà sicuramente una perturbazione eccezionale ( anche il Ministro ha citato l’eccezionalità dell’evento) ma è possibile che un paese si possa trovare così impreparato? Che ci sia sempre un’emergenza per qualsiasi evento? E il terremoto non si può prevedere, le piogge è colpa del cambiamento del clima ( e non che si costruisce negli alvei dei fiumi), la neve del freddo che viene dalla Siberia ( che probabilmente fino a ieri si era spostata).
L’Italia è il Paese dell’emergenza continua.

(pubblicato su www.lindro.it)

L’Aquila, sola e dimenticata

Venerdì scorso a Roma c’è stato un bell’incontro su L’Aquila e la sua ricostruzione. Il Rettore, il Vescovo ausiliario, la presidente dei giovani imprenditori, l’Assessore comunale e il grande giornalista.

Sembrava tutto bello e vero. E di vero c’erano le descrizioni della città, quella della zona rossa, abbandonata. Delle persone, allontanate dalle loro case e che vivono oggi nelle abitazioni del Progetto CASE , che per essere provvisorie costano un patrimonio quasi 3000 € a metro quadrato! Dei giovani che non hanno più luoghi di aggregazione ma che continuano a studiare nell’Università della cittadina abruzzese. Tutti parlano della mancanza di socialità e dell’ospedale ( un bene primario) che non è ancora stato ristrutturato.

Ma quello che crea allarme riguarda, per esempio, il fatto che una grande azienda,la Iacorossi, si era dichiarata disponibile a ripulire la città dalle macerie, come contributo alla ricostruzione. Non se ne è fatto nulla perché, mi dicono, c’è un problema  su come e dove smaltire i rifiuti. Ma a quasi tre anni dal terremoto ancora non sappiamo come fare? La risposta  mi esce spontanea “e allora chiamate i casalesi, loro si che sanno come fare”. Lo so  è eccessiva come provocazione ma è  pensabile che dopo tutto questo tempo, a forza di veti e burocrazia varia, la città sia ancora piena di detriti?

Ma a questa notizia si somma anche quella dello stanziamento dei 90 milioni di euro per la creazione della “zona franca” che doveva aiutare l’imprenditoria. “La zona franca non si farà e i soldi sono lì, fermi” dice, sconsolata, la presidenti dei giovani di Confindustria di L’Aquila. Forse bisognerebbe prendere atto che quel progetto non andrà in porto e invece bisognerebbe pensare come utilizzare quei fondi!

E ancora c’è una grande azienda nazionale che crea e produce animazione per bambini che vorrebbe aprire una sede a L’Aquila. Ma….ma ci sono vincoli, carte, risposte che non arrivano e forse sfuma l’investimento e quindi un po’ di occupazione per la città…..

E chissà quante altre cose ci sono che non conosciamo, che non dicono, che rimangono nelle secrete stanze. Quante proposte sono arrivate prima al Governo centrale, al Capo della Protezione Civile o al Commissario Straordinario e sono state fatte cadere o messe da parte. C’erano, forse, altri interessi da privilegiare? E quali sono gli interessi di oggi che non fanno almeno ripulire la città?

I giovani imprenditori, la scorsa settimana, hanno mostrato due pannelli: uno per il terremoto e la ricostruzione a L’Aquila, l’altro per l’esperienza di Umbria e Marche.

Forse bastava copiare.

(pubblicato su www.malitalia.it e su www.lindro.it)

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
    La conoscenza, la passione per il viaggio mi hanno portata in giro per il mondo ma anche a visitare l’Italia più volte. Amo l’arte e so che la cultura può muovere il mondo.
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