Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Lettura della settimana: La giusta parte

La dedica di questo libro fa capire subito quale è la “giusta parte”. Recita infatti “Questo libro è dedicato a tutti quelli che credono che combattere le mafie sia sempre compito di qualcun altro”.
18 autori, tante storie di antimafia, di quella fatta sul campo.
Nell’introduzione del libro si riporta un pensiero di Italo Calvino “Ci sono due modi per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno,non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Come Renato Natale, medico presidente di due associazioni di volontariato. E’ un vulcano che ha deciso di mandare a quel paese chi, nella sua terra, se la fa con i clan. Uno degli avvertimenti gli arriva il 16 giugno 2011 “Noi non siamo ancora morti smettila di fare esposti altrimenti ti ammazziamo. Ricordati che hai moglie e figli”.
O come Giovanni Grasso medico a Castel Volturno, in provincia di Caserta,al Centro Fernandes . Lui cura tutti soprattutto le donne e i bambini dei tanti migranti che vivono lì. Lo fa senza risparmio di energie. E a spese sua cura chi non può permettersi una visita specialistica. “Sono un medico a chiamata” dice di se stesso.
E poi c’è la storia di Amico, Pace e Croce che all’inizio sembra un gioco di parole e che in vece racconta la morte del magistrato Rosario Livatino.
Tanti racconti, stili diversi, vite diverse che però ci fanno capire che non dobbiamo convivere con l’inferno e che forse vale la pena di scegliere ciò che non è inferno e che possiamo dargli spazio nella nostra vita.

Elena e le tecnologie d’amore

Vanno tanto di moda gli amori via internet, le chat e face book….Ci si dichiara e ci lascia anche con un sms.

Elena lo trova strano ma se ci riflette un po’ anche lei è stata un amore tecnologico.

Elena ha appena cambiato casa  ed è  una scusa per rimettere a posto la sua vita. Carte, documenti, foto. Il suo diario quello che ha iniziato alla fine del 2007 e che raccoglie gli ultimi tre anni della sua vita. Su quelle pagine sono impresse le sue paure, le sue ansie,le sue gioie. I suoi amori e il suo lavoro.

Si ferma a leggere quelle pagine. La sua calligrafia racconta gli stati d’animo. Ma leggendo le torna  in mente tutto e allora prende il suo telefonino, quello che non lascia mai. Un modello di Nokia un po’ datato ma resistente a tutto. E’ uscito intatto anche dal pauroso incidente di due anni prima. Ha una lesione in alto a ricordo. Quel telefonino contiene tutti i messaggi scambiati con il suo amore. Ne traccia l’inizio e la fine.

Quell’inizio così vorticoso segnato da sms come “Ho voglia”. La richiesta di un tacco 12 o di una calza speciale. Quella voglia di giocare inframezzata dalle proprie cose di lavoro e di vita. La sua famiglia, quella di lui, i bambini….Tutto insieme in quegli sms, quotidiani continui. Notte e giorno.

Le telefonate nel pieno della giornata, al lavoro, per dichiarare un desiderio, una voglia, la passione. Tutto negli sms: abbracci, baci, tristezze, gioie. In un attimo riascolta la sua voce quando giocavano per telefono, facevano l’amore per telefono. Ricorda la sua risata da bambino quando una volta gli ha detto “voglio morderti tutto come una mela”!

Che bella voce la sua,fascinosa penetrante. Quella che un giorno d’estate le disse “come sei bella signora”. Quella delle grandi discussioni. La stessa che le ha detto che tra loro non ha funzionato per una questione fisica  dimenticando tutte le volte che vedendola si era eccitato o una vampa di rossore gli aveva  attraversato il volto.

Adesso non la sente più da tempo ma qualche volta quella voce ritorna dentro di lei.

(Terzo racconto breve su Elena)

  • Chi sono


    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
    La conoscenza, la passione per il viaggio mi hanno portata in giro per il mondo ma anche a visitare l’Italia più volte. Amo l’arte e so che la cultura può muovere il mondo.
    Ascolto sempre e credo che la parola sia un’arma da usare con attenzione ed etica.

  • In compagnia

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  • In viaggio

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  • A tavola

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