Laura Aprati

Una vita in viaggio.

Il mio diario

Banche: una commissione vitale

Taranto 9 marzo 2012: un commerciante di 60 anni, in gravi difficoltà economiche, si è ucciso impiccandosi a un albero nei pressi della sua abitazione, nel tarantino. I motivi del gesto, secondo i carabinieri intervenuti sul posto, sarebbero da ricondurre alla difficile situazione finanziaria del commerciante, titolare di un negozio di abbigliamento. Ieri, l’uomo avrebbe chiesto denaro alla banca per coprire il debito che aveva con un fornitore. La banca gli ha rifiutato i 1000 euro necessari vista l’esposizione debitoria pregressa del commerciante.

Una fiaccolata per ricordare i duemila imprenditori italiani morti suicidi a causa della crisi. L’iniziativa nasce dal Comitato Comitato piccoli imprenditori Invisibili (Co.p.i.i.), fondato da Giuseppina Virgili,imprenditrice che nel 2009 aveva messo in vendita i reni e il cuore per tentare di salvare la sua azienda dal fallimento. A Milano,Torino e Firenze i cittadini sono scesi in strada per ricordare le vittime della crisi nelle pmi italiane, molte fallite perché non sono riuscite a riscuotere crediti vantanti verso lo Stato e di conseguenza abbandonate anche dal sistema finanziario, cioè dalle banche.
Intanto ieri è stato reso pubblico il bollettino statistico di Bankitalia per quanto riguarda le principali voci dei bilanci bancari. A gennaio 2012 il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, corretto per tener conto delle cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è diminuito all’1,6 per cento dal 2,3 di dicembre 2011.Le banche hanno iniziato il 2012 con il freno tirato concedendo meno prestiti, mentre calano i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese e risalgono quelli sui mutui.
Bankitalia nel suo bollettino evidenzia anche che la diminuzione dei tassi è più marcata sui prestiti di importo superiore a 1 milione di euro (3,47% dal 3,80% del mese precedente) mentre quelli al di sotto sono, viceversa, lievemente aumentati (5,01% contro il 4,98 di dicembre). I tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l’acquisto di abitazioni erogati nel mese di gennaio alle famiglie sono aumentati al 4,55% dal 4,27% del mese precedente, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono aumentati al 9,91% dal 9,11% di dicembre. I tassi di interesse sui nuovi depositi con scadenza prestabilita sono aumentati al 2,94% dal 2,87% di dicembre. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono cresciuti all’1,16% dall’1,08% del mese precedente.

Questa fotografia ci dice che come sempre soffrono di me i grandi rispetto ai piccoli e alle famiglie. Ed è a questi che ha pensato il governo presentando il provvedimento per la cancellazione delle commissioni bancarie. Questo, però alle banche non è piaciuto, il presidente dell’ABI ,Mussari, si è dimesso in segno di protesta e alla fine le pressioni sono state più forti della volontà governativa. Martedì sera a Ballarò il comico Maurizio Crozza ha usato una metafora e dicendo “ cosa sono le banche senza commissioni? Un lupo senza denti” e non ha risparmiato un commento su usura e banche.
A queste accusa risponde Giovanni Sabatini,Direttore Generale di ABI, che dice che le banche italiane sono quelle che hanno reagito meglio, a livello europeo, rispetto la crisi e sono quello che più hanno tutelato le famiglie. E d’altra parte Mussari quando si è dimesso ha anche detto “ le banche non sono un’opera di beneficenza fanno affari”. Insomma siccome la banca è banca deve guadagnare e basta. Mussari è anche uomo del Monte dei Paschi di Siena, nata nel 1472 e che finanziò le opere dei grandi del Rinascimento con un metodo che allora ancora non si chiamava project financing!

Il professore Cesare San Mauro, docente di economia all’Università del Salento, ci dice che una riforma del sistema bancario è necessaria e secondo lui deve partire da una riforma delle Fondazioni bancarie. E pone l’accento sul fatto come questa crisi sia nata dal crack delle banche americane ma che oggi le banche sono le prime beneficiarie degli aiuti. Stessa veduta del professor Bruno Amoroso dell’Università di Hanoi.

E quindi cedere sulle commissioni sarebbe poi così grave per loro? “Le Banche come qualsiasi altra azienda ha come mission aziendale quella di massimizzare il profitto attraverso lo svolgimento dell’attività istituzionale legata a concedere prestiti re-investendo in parte le provviste provenienti dai risparmi della propria clientela. Ad ogni buon conto tra i ricavi propri della banche oltre agli interessi attivi sui prestiti vi sono alcuni voci che incidono sulla propria redditività, tra le quali le commissioni da queste applicate sui vari servizi offerti. Dunque una eliminazione di tali proventi assottiglierebbe i propri ricavi e conseguenzialmente i propri margini operativi e, dunque un piccolo danno in termini di minori introiti, situazione questa che non dovrebbe comunque comportare dei grossi sacrifici” ci dice Gianluca Timpone, tributarista e, continua “ Le banche così come è stato concepito il merito creditizio prima con Basilea2 e dopo con Basiliea3 hanno margini di manovrabilità più o meno ristretti soprattutto quanto dalla disamina della posizione del cliente l’affidabilità bancaria si presenta compromessa per effetto ad esempio di un titolo di credito protestato, un ritardo nel pagamento di una rata nell’ambito di un contratto di mutuo ecc., e dunque occorrerebbe mettere da parte l’antico brocardo che stabilisce che le Banche concedono fiducia a chi il danaro non serve, lasciando nell’oblio quelle imprese che per effetto dei ritardi legati agli incassi sono costretti a rivolgersi agli istituti di credito per sopperire a quella momentanea oggi patologica illiquidità. Dunque mettere da parte i freddi numeri di bilancio, analizzando singolarmente ed individualmente i soggetti bisognosi di aiuto finanziario soprattutto quando ad esempio parliamo di quegli stessi soggetti che vantano crediti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni in quanto trattasi pur sempre di un Credito garantito dallo Stato.”

Forse perdere qualche commissione darebbe anche fiato ad un’economia in recessione e permetterebbe a molte famiglie di sopravvivere a questo tsunami che dal 2008 sta stravolgendo il mondo.

Vite sospese

Secondo uno studio dell’Eures solo nel 2009 ci sono stati 357 suicidi per disoccupazione. Un bollettino di guerra che rischia di aggravarsi.
357 suicidi per disoccupazione. Uno al giorno, praticamente. Questi sono i dati emersi da una ricerca Eures (il centro studi economici e sociali) sull’Italia in crisi. E risalgono al 2009 ma anche nel 2010 e 2011 non è andata molto meglio delineando una fotografia dell’Italia che evidenzia come al sud i suicidi siano in maggior numero di lavoratori rimasti disoccupati mentre al Nord si trovano più gli imprenditori che si uccidono.
Cosa succede nel nostro Paese? Si vedono gli effetti dell’onda d’urto della crisi. E’ un po’ come vedere un territorio dopo il passaggio di uno tsunami. Vedi le case distrutte, i corpi a terra e si fa il conto delle vittime.
Questa è l’Italia di oggi. La crisi iniziata nel 2008 incomincia (perché ci dobbiamo aspettare altro) a far vedere i propri colpi adesso. Le aziende fino a poco tempo fa avevano ancora qualche margine di manovra, oggi hanno dato fondo ad ogni loro riserva. E’ di dicembre 2011 l’intervista di un imprenditore della zona di Mestre che dichiarava di non aver potuto pagare le tredicesime ai suoi operai e di vedersi costretto a breve alla chiusura. Lo scorso anno era ricorso ad un fido in banca per poter pagare i lavoratori e permettergli un Natale decente. Questo anno niente fido nonostante debba ricevere dallo Stato ( o meglio da Enti Locali del Veneto) il pagamento di una fornitura risalente a alla prima parte del 2011. Perché gli Enti e lo Stato oramai pagano con oltre 6 mesi di ritardo e questo perché prima pagano e prima le loro casse si vuotano. Insomma un cane che si morde la coda e chi non ce la fa a sostenere questo corto circuito soccombe.
Una lunga scia di morte e desolazione. Torniamo indietro all’ottobre 2010 un trentottenne laureato con merito all’Università Cattolica di Milano e disoccupato, si è lanciato da un treno in corsa verso Ostuni, sua città d’origine . Aveva tentato diversi concorsi per un lavoro stabile, aveva svolto lavori occasionali, aveva lavorato nelle campagne pugliesi sino ad approdare ad un call center a Milano. E poi aveva perso anche questo lavoro e l’unica soluzione che ha intravisto è stata la morte.
Nell’aprile 2011 un quarantenne che da tempo non riusciva a trovare lavoro, sposato e padre di due figli, si è ucciso lanciandosi dal punto più alto del cavalcavia che collega Agrigento con Porto Empedocle.
A Catania a maggio, un trentottenne si è tolto la vita gettandosi in mare con la sua auto. E non ci vergogna nemmeno più di morire o di non farcela, tanto che il ragazzo lo aveva annunciato su Facebook.
E poi ancora a giugno un giovane giornalista pubblicista del brindisino si è impiccato nella casa dove abitava con madre e fratello.
Mentre al Nord abbiamo 30 casi di suicidio, solo in Veneto, dal 2008. Come il caso dell’imprenditore padovano che si è ucciso perché non riusciva a riscuotere i suoi crediti privati e quelli pubblici (che ammontavano a circa 300 mila euro).

Il bollettino di questa guerra racconta che negli ultimi giorni ben cinque gli imprenditori si sono tolti la vita.. A Trani un piccolo commercianti di 49 anni si è impiccato nel box che utilizzava come deposito del suo piccolo negozio di climatizzatori. È successo a Trani. Antonio era vittima dell’usura a cui era ricorso per tenere in vita la sua piccola attività.
A Robecco sul Naviglio un piccolo imprenditore di 64 anni si è sparato un colpo alla tempia, nel suo furgoncino all’ingresso della ditta individuale.
A Catania il titolare, quarantasettenne,di una concessionaria di moto Honda, si è tolto la vita ingoiando un’intera scatola di antidepressivi.
Ad Ascoli Piceno un agricoltore si è ucciso impiccandosi nel magazzino dove teneva gli attrezzi per i campi. “Temeva di non farcela, di non superare le difficoltà del 2012”, hanno raccontato i parenti.
E ancora un pensionato di Bari di 74 anni, gestore di alcuni negozi in città, si è ucciso gettandosi dal quarto piano del suo palazzo, in un’elegante zona del capoluogo pugliese.
Le difficoltà, la paura di non farcela, la sensazione di non avere un futuro, la perdita totale della propria stima. Queste sono le sensazioni più forti che prova chi vive la realtà della crisi di oggi dove un sistema bancario tarato più sulla grande azienda che sulla piccola e una rete criminale ricca e potente stringono il cappio intorno a chi lotta ogni giorno per sopravvivere.
Un punto importante è anche legato all’inadeguatezza di reggere il peso di un tracollo così improvviso e devastante. Eravamo abituati ad una società opulenta dove tutto era possibile e non si doveva rinunciare a nulla e siamo stati catapultati in un mondo dove non si getta più nulla. Dove si fa la spesa con il contagocce. Dove il pane, che una volta si gettava anche fresco, viene consumato fino all’ultima mollica.
Avevamo dimenticato la miseria che invece è tornata tra noi, forse con un abito diverso ma è sempre lei.
E se al Nord non reggono quelli che fino a ieri erano piccoli proprietari con le spalle coperte al sud muore chi non riesce a portare finanche un pezzo di pane a tavola.
Due mondi sopraffatti dalla stessa crisi e non vale consolarsi con gli studi che dicono che al sud si supererà meglio questo momento perché si è più abituati ad avere poco e a stringere la cinghia!

(pubblicato su www.malitalia.it e su www.lindro.it)

Mutuo,mutuo delle mie brame

 

(di Laura Aprati e Carlo Martigli)

Continua il viaggio dei nostri Laura e Carlo nel mondo delle banche italiane per carpirne  i meccanismi. Per prenderle un po’ in giro e per capire, sempre più, che viviamo “in un mondo di ladri” , come disse Venditti alla fine degli anni ’80…..E quindi nulla è  cambiato in questi 30 anni?

4 mani, 4 occhi e 4 orecchie per ascoltare, leggere e guardare cosa succede, ai nostri tempi, nel mondo bancario.

 Laura:……mutuo, mutuo che ti dice questa parola?

 Carlo: veramente credo che sia una parola ormai desueta, da qualche tempo non è più in uso se non nei racconti fantasy

 L:…..allora mi confondo perchè mi sembrava di averla sentita in banca

 C.: sì, ogni tanto le banche, che non appartengono più al mondo reale, ne parlano, come di un mito, forse scambiano mito con mutuo, ci si può confondere.

 L:….ma allora chi ha fatto il mutuo sta pagando un mito?

 C.: sicuramente chi lo ha fatto paga un botto, ma forse non sa nemmeno lui quanto. E a proposito di miti, questo lo è veramente. Non ci crederai, ma la BNP Paribas pubblicizza un mutuo che chiama SPENSIERATO, fantastico, no? Spensieratezza, fantasia, mitologia…

 L.: un mutuo spensierato! già il nome mi fa venire voglia……di scappare…insomma come il mutuo, spensierato, che pagano gli aquilani che hanno perso la casa?

 C.: Ce lo vedi uno che fa i salti mortali non tanto e non solo per pagarlo, ma per ottenerlo, ed è “senza pensieri”? Quanto agli aquilani che hanno perso tutto, e hanno perso anche la casa, quanto meno dovrebbero smettere di pagare il mutuo, lo considererei un dovere morale. La stessa cosa che ha detto l’ex presidente del consiglio a proposito delle tasse nel 2004

 L.: ….certe volte però mi sembri ingiusto con le banche….scusa ma perchè dovrebbero darci un mutuo? Perché lavoriamo?

 C.: Una bella domanda, In effetti a volte lavoriamo solo per pagare il mutuo, soprattutto quelli indicizzati, vero terrore del mutuatario e amico delle banche

 L.:…..ma dai su, in fondo le banche ti spiegano il mutuo che fai…e poi se chiedi quanto paghi sono sempre chiarissime, direi trasparenti

 C.: la trasparenza è una fregatura, nel senso che ti mettono davanti cinquanta fogli e te li fanno firmare per presa visione, a quel punto sei contrattualmente edotto su tutto. in realtà ne sai quanto prima, ma con questo escamotage non hai più scampo giuridicamente, perché a voce ti dicono una cosa e poi…ma lo sai, è una vecchia storia, che te lo dico a fare? Lo diceva Al Pacino a Johnny Depp in Donnie Brasco.

 L.:…sì, come le assicurazioni che hanno delle righe piccole piccole  in cui sono scritte le clausole principali….e tu firmi e non ti rendi conto e poi vai a spiegare

 C.: esattamente, o come quella scritta in televisione che non riesci mai a leggere sotto i prestiti a tasso zero. Quella è il TAEG. Tasso Zero in apparenza, ma minuscolo e reale, il Tasso Annuo Effettivo Globale al 6/7%….che è più o meno il tasso attuale dei mutui

 L.: ….e anche di più….qualcuno arriva anche al 18% …..e sei costretto ad andare in giro con la lente di ingrandimento altrimenti sei fottuto!

 C.: Sui mutui, il tasso massimo oggi applicabile, secondo le legge, è il 5,12%, basta vedere le tabelle ministeriali. Il fatto è che nessuna banca lo applica

 L.: ……e la realtà? È tra mito e fantasia

C.: Infatti, ma la legge dovrebbe essere al di sopra del mito e della fantasia e soprattutto dello strapotere bancario, ma questo sì che è un mito…Sai che razza di spread applicano oggi?

 L.: ….no oddio non voglio soffrire!

 C.: Sul mutuo a tasso variabile, quando te lo danno ovviamente, fino a quattro mesi fa, si arrivava a un punto sopra il tasso interbancario. Oggi sono almeno 4 punti sopra.

 L.: …..insomma se fai un mutuo sei morto. Questo mi vuoi dire?

 C.: No, anzi, le banche tengono al fatto che tu resti in vita….tra i costi che non ti dicono ce n’è anche uno che riguarda la stipula obbligatoria di un’assicurazione sulla vita…Così anche se muori, la rata è assicurata.

 L.: Insomma ho capito, se paghi il mutuo non mangi e se non mangi muori.

 C.: Prima paghi l’assicurazione e il mutuo, poi, se avanza qualcosa, mangi

 L.: Ma sempre muori e arriva il momento che non riesci più a pagare…..

 C.: Ovvio, altrimenti come fa il sistema a mantenersi, sei proprio una sfascia stati!

 L.: ….lo sai sono sovversiva….e controcorrente

 C.: Questo è il sistema che a suo tempo l’economista Malthus diceva come unica possibilità di sopravvivenza dello stesso.I poveri affamati muoiono e così ci sono meno bocche da sfamare. Ma se i ristoranti sono pieni e gli aerei affollati…che cosa pretendi?

 L.: Mi sembra un concetto nazista…d’altra parte qualcuno mi disse che si doveva usare il napalm sui paesi in via di sviluppo…….Ma  certo tutti al ristorante e tutti a viaggiare…!

 C.:Il nazismo non aveva fatto altro che portare il concetto di stato azienda alle sue estreme conseguenze :se non sei produttivo devi morire, logico e consequenziale

 L.: ……che è un po’ come adesso….o no? speriamo nell’equità e nella sostenibilità di Super Mario…. che però sempre dalla banche viene… avrà anche lui il virus?

 C.: Beh, in Italia non sono arrivati a tanto, ma ci sono, nei fatti, andati vicini, riducendo la gente alla fame e portando la povertà nella borghesia più debole economicamente. Super Mario è l’uomo delle banche, come ho scritto, ma è anche quello che serve, oggi. E’ il Grande Mediatore, anche se è vero che questa non è democrazia.

 L.:………nooooo parli come Berlusca…democrazia sospesa…ahi ahi signor Carlo

 C.: Succede di avere le idee confuse. Però ai tempi dell’antica Roma, nel pericolo si chiamava un dittatore. Non che questo lo sia, ma quando la tecnica prevale sulla politica, non è che ci sia molto da stare allegri. Berlusconi era a mio avviso un Peròn senza Evita, una specie di dittatura strisciante, ma non confondermi con Scilipoti!

 L.: Senti, volevo raccontarti, in breve, la storia di una nostra lettrice, che chiameremo Chiara ,la quale ha un tumore e deve pagarsi le cure ma la banca non le dà un fido perché  c’è una vecchia segnalazione alla centrale rischi….che ne dici?

 C.: Che è una storia orribile, e vergognosa. Comunque può chiedere la cancellazione, esiste una procedura a proposito.

 L.: …ma probabilmente è lunga e laboriosa…si dice che bisogna aprire anche una causa legale …quindi altri soldi

 C.: Per evitare i pirati e gli squali che si aggirano in questo mare, le consiglierei di rivolgersi al Codacons, almeno non rischia di pagare e di ritrovarsi segnata due volte…

 L.: …vedi, viviamo in una giungla…..siamo dei naufraghi in mezzo al mar

 C.: Già e il punto che ci sono i coccodrilli in agguato, occorrerebbe la polverina di Peter Pan per poter volare ed evitarli, ma l’unica polverina che girava a Montecitorio era di tipo diverso,…e gli effetti si vedevano.

 L.:..Carlo, sei malizioso! Che vorrai mai dire a quegli integerrimi parlamentari …..così laboriosi…

 C.:In molto lo hanno confessato, mica l’ho detto io. C’era quello che mandava il portaborse a comprarla e quello che invece lo offriva a delle gentili signorine con cui si accompagnava in albergo. Ma poverino, aveva detto il suo capo partito, era da comprendersi, aveva la famiglia lontana…

 L.: …vedi sei proprio cattivo di animo…quello era solo e soffriva tanto…..E  dimmi Niccolò  Macchiavelli che avrebbe detto oggi alle banche?

 C.: Macchiavelli direbbe semplicemente una cosa: “danne ora, perché quando il vento sarà passato, te lo leveranno a forza.”  Non è una minaccia ma un suggerimento nello stile del Principe.

 L.:…e allora chiudiamo qui questa puntata ……

 C.: la prossima saremo più buoni

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Il dramma bancario

(di Laura Aprati e Carlo Martigli)

Banche croce e delizia di tutti noi diventano oggi spunto di una conversazione semiseria di Laura Aprati e Carlo A. Martigli. (d’ora in poi solo C. e L.) Una sceneggiatura a 4 mani che parte oggi e che ci porterà, ogni settimana, a ‘leggere’ il mondo bancario.

Carlo “Oggi parliamo di banche ma credi che ci sia ancora qualcuno cui interessa l’argomento?”

Laura “oddio…le banche!!!!ma sei sicuro di volerne parlare?”

C. “sai delle banche non si può non parlare ci sono in mezzo tutti i giorni un po’ come le zanzare d’estate. Nel senso che se vuoi l’estate non puoi fare a meno delle zanzare.
Fastidiose, vero?”

L. “molto fastidiose…le banche direi…anzi insopportabili…ma non esiste qualcosa contro di loro? non so una citronella per le banche?”

C.”Qualcuno ci ha provato anni fa, per esempio Kennedy con l’atto 1110001 o qualcosa del genere, ma è stato assassinato tre mesi dopo. Voleva levare il potere alla Federal Reserve, guarda caso”

L.”….e che mi dici? ma allora rischiamo la pelle a parlare di loro, dei loro tassi usurai …..e dei fidi agli inaffidabili…”

C. “Certo, ma vedi la legge ha stabilito il tasso dell’usura, per esempio per le carte di credito non puo’ superare il 26%…una bazzecola, se pensi che danno meno dell’1% sui conti. Prima per l’usura si guardava lo stato di bisogno cioè se avevi bisogno e la banca ti prestava a interesse allora era usuraia, oggi i soldi non te li dà proprio”

L.”…..alla fine l’ usuraio e’ piu’ onesto delle banche…!!!! un mondo capovolto….”

C.”….in un certo senso sì, ma sai che fanno certi direttori? Dato che la loro banca non può prestarti i denari di cui hai bisogno…ti mandano dalle finanziarie…la più seria ha la faccia di V come Vintage…ma in questo modo anche i poveri direttori integrano lo stipendio…”

L.”….e se si viene a scoprire cosa succede al direttore? Vince una vacanza premio ?”

C. “Dovrebbe vincere una vacanza premio se fossimo in un paese serio, intendo a Gaeta o a San Vittore, posti magari poco ameni a bon marché ….invece al massimo la banca, spaventata dalla cattiva pubblicità, lo fa dimettere.”

L.”….Gaeta e San Vittore, come sei demode’…non sono piu’ di moda…adesso ci sono le Cayman”

C.”….la stessa cosa è successa a Moggi e alla Juventus, se hai visto i giornali di questi giorni….Dice la Juve che non sapeva nulla di quello che faceva Moggi, quando erano 13 anni che dirigeva la Juventus. C’è qualcosa che non mi torna. Certo Le Cayman o ancora meglio le Antigua…in buona compagnia, come sai”

L. “….e poi dimettere non direi magari lo mandano in un’altra filiale e fare altri danni….”

C. “ Come certi sacerdoti pedofili che spostavano da una parrocchia a un’altra. E più facile obbligare uno a dimettersi che licenziarlo, è per via della pubblicità negativa, pubblicità regresso.”

L. “….ma la migliore banca non ti chiude il conto se “esci” di 100 euro…..”

C. “ ….alle banche conviene prima farti uscire di 100 euro così ne paghi 50 di interessi e poi ti chiudono il conto …Ma certo è che con quello che hanno fatto le banche e stanno facendo per l’economia, cioè zero, per farle tornare in simpatia ci vorrebbe altro che il Mulino Bianco…”

L.” lo sai che ad imprenditore che denunciato gli usurai la banca ha chiuso i conti e gli ha chiesto il rientro del fido?e hanno chiesto il suo fallimento?”

C. ”ma certo, è normale, in che mondo vivi, Laura? Le banche se ne fregano della società, salvo quando chiedono allo stato i soldi per non fallire”

L. “conviene collaborare con i criminali che dici?”

C. “i criminali aperti sono più seri. L’errore è stato dare alle banche i finanziamenti occorreva invece entrare nel capitale in questo modo lo stato, cioè noi cittadini, saremmo entrati nel loro capitale, salvando correntisti e posti di lavoro ma buttando magari fuori i manager che le avevano portate alle rovina e quando la situazione sarebbe migliorata allora avremmo rivenduto le loro azioni e lo stato, noi cittadini sempre, ci avremmo anche guadagnato.”

L.”….poveri manager!!! che sofferenza se li buttassero fuori…capisci senza benefit senza macchina aziendale ……drammatico!!!! Sul lastrico poveri uomini”

C. “negli Stati Uniti continuano ad avere buonuscite per decine di milioni di dollari
e sai perché? Per farli stare zitti, altrimenti la banca rischia che vengano svelati gli altarini, e sugli altarini delle banche si prega davanti al dio Denaro, li ho visti, incappucciati e tremanti davanti al loro padrone”

L.. “…..e temono si scopra che ci sia tanta carta straccia nei loro cassetti…un po’ come con Parmalat?”

C. “magari è vero, questi banchieri (non bancari) però li ho visti solo nei miei incubi. Certo, Laura, ma guarda che la Parmalat è stato il trionfo dell’Italia! Per una volta primi, il più grande dafault del mondo più della Enron. E il buon Callisto Tanzi era ai domiciliari nella sua mega villa con galoppatoio, piscina, cinema, campi da tennis. Se qualcuno mi presta 10 miliardi, giuro che fallisco! e poi mi godo la vita…”

L.”una vittoria vera!!! alla faccia dei risparmiatori c’era un signore di Marsala che aveva investito i suoi risparmi in titoli della Parmalat ed e’ finito sul lastrico e non aveva piu’ soldi per mangiare…… ma tanto a Tanzi cosa interessa??? “

C.”purtroppo non abbiamo imparato nulla da questo, abbiamo perfino depenalizzato il falso il bilancio, così rubi in modo elegante e non vai dentro. Non sai che questo è il paese dove i ristoranti sono sempre pieni e gli aerei così affollati da non riuscire a prenotare!! Non lo dico io, l’ha detto il presidente del consiglio. E se il signore di Marsala non ha pane che mangi brioches. L’ha già detto qualcuno questa frase?”

L.” Ma questo e’ un aiuto a tutti i mafiosi che hanno riciclato nelle imprese…lo sai o no?”

C. ”Meno c’è lavoro più ci sono soldi per i mafiosi…più le banche si tengono stretti i soldi più gli usurai e la mafia che c’è dietro di loro, prospera”

L.“ Ma tu i soldi ce li hai in banca o sotto il materasso?”

C. “ In banca perché mi hanno pignorato il materasso!”

Al prossimo appuntamento la premiata ditta Carlo & Laura vi portera’ dentro i conti correnti e i mutui: sarà un bel divertimento, come scoprire Dracula dietro la porta della cucina…

Per i nostri Lettori: chi vuole raccontarci le sue disavventure bancarie può inviare una mail a: inchiesta.banche@lindro.it

 (pubblicato su www.malitalia.it e su www.lindro.it)

Banche,libera nos a malo

Borse in caduta libera. Crisi conclamata. Un imprenditore del Nord Est, Enrico Frare, acquista una pagina su Il Corriere della Sera, e pubblica la sua foto nudo con la scritta “ogni giorno in Italia un imprenditore rischia di rimanere in mutande” e tutto per colpa delle banche “che non concedono più credito”.

E le banche non si fermano davanti a nulla: in Liguria nonostante il disastro avvenuto in questi giorni gli istituti di credito hanno continuato ad addebitare sui conti le rate dei mutui di case che non esistono più e a persone che hanno perso tutto. Così come avvenuto a L’Aquila dopo il terremoto fino all’intervento di un decreto legge.

A Palmi, in provincia di Reggio Calabria, vengono rinviati a giudizio, per usura, nei confronti di un imprenditore,Nino De Masi , gli ex direttori e dirigenti di Antonveneta e Banca Nazionale del Lavoro..

A Milano la Procura rinvia a giudizio,per frode fiscale da 245 milioni di euro, i vertici di Unicredit.

La Cassa di Risparmio di L’Aquila , agenzia romana di Corso Vittorio Emanuele e i suoi direttori,sono implicati nella truffa da 300 milioni di euro del Madoff dei Parioli.La stessa Cassa che Adusbef anni fa indicò come tra le banche che applicavano tassi usurai.

Ad oggi le banche in Italia sono 1739  con 33645 sportelli ( attualmente in diminuzione, fonte Comuni Italiani), oltre 400 le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali con più di 4.000 sportelli 1 milione di soci 31.000 collaboratori e oltre 5 milioni di clienti.

Inoltre in  Italia vi sono 85 milioni di conti correnti e  tre banche detengono il 50% del mercato. E i servizi bancari, nel nostro Paese, sono i più costosi d’Europa e un conto corrente costa circa 100 € in più rispetto alle nazioni europee. 

Il dato emergente è che le banche finanziano per il 70% le grandi aziende ( anche se cariche di debiti) mentre lasciano solo il 30% al resto dei loro clienti. Questo perché una società con migliaia di dipendenti e indebitata fino al collo non fallirà mai, salvo che non ci sia una volontà politica. Le grandi aziende fanno guadagnare molto in termini di servizi e di flussi di denaro ( e nelle filiali si trovano  tabelle riservate proprio per questo). Un artigiano dà sicuramente maggiori garanzie ma le banche non voglio parcellizzare il rischio e i costi e così il piccolo viene lasciato indietro, anzi se possibile anche vessato. Per la famosa legge “sii forte con i deboli e debole con i forti”. Abbiamo poi assistito,negli ultimi vent’anni, ad una trasformazione delle banche che fanno sempre più finanza che economia. E questo, adesso, sta riaprendo un grande dibattito sul ruolo delle aziende di credito. Già negli anni ’60 si era aperta una discussone sul tema tra due grandi banchieri:Raffaele Mattioli, Presidente della COMIT- la Banca Commerciale Italiana-, e Enrico Cuccia, Direttore di Mediobanca.Il punto era la  necessità di separare il credito commerciale dal credito finanziario. Questo rapporto poi privilegiato tra grandi aziende e banche è diventato un circolo vizioso con l’unica via di fuga della collocazione in borsa quando c’era necessità di uscire dall’angolo.

Ma il problema delle banche è anche quello delle collusioni e compiacenze con il sistema criminale e una recente sentenza della Cassazione, la n.2490/2001, ha sottolineato che “questo rende legittimo il convincimento del tribunale che operatori bancari, particolarmente fiscali ed attentissimi nella elargizione di prestiti, scoperture bancarie e mutui ipotecari, operando secondo abituali prassi creditizie , avrebbero dovuto accertare senza difficoltà le qualità sociali ed economiche di clienti tanto particolari, soprattutto presso agenzie poste nell’ambito di municipalità di assai ridotte dimensioni demografiche, tali dovendosi ritenere i comuni di 26.000 abitanti, regolandosi di conseguenza rispetto ai richiesti mutui”.

Vale a dire che nei piccoli centri i direttori di banca, i funzionari sanno esattamente chi hanno davanti e il più delle volte chiudono gli occhi.

Per tornare all’usura  il tasso massimo è più alto per i piccoli clienti anziché per i grandi e non esiste più  lo stato di bisogno anzi  è solo un aggravante. Oggi il tasso massimo per alcune operazioni senza che sia usura è il 26,25%!

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Vivere per sopravvivere

Una bambina muore perché lasciata, dal padre, dentro la macchina al sole. Un dimenticanza, sbadataggine, superficialità, stress….Insomma elena è morta e la giovane mamma dice “Lui era un buon padre voleva occuparsi di tutto per farmi stare tranquilla. E’ che andiamo tutti di fretta”.
Andiamo tanto di fretta che la nostra vita passa e non ce ne accorgiamo, andiamo tanto di fretta che quello che ci accade intorno sembra non avere senso. Questa fretta ma anche la necessità di lavorare, amplificata da una crisi che non lascia spazio a nessun cedimento e che ti assorbe completamente, stravolgono la nostra vita.
La morte di Elena, per una “dimenticanza”, e il signore che ieri mattina ho incontrato sul Lungotevere. Un signore anziano che dorme sulle scale che portano al fiume e che con dignità si stava lavando e facendo la barba. Ha aperto con cura una scatoletta di latta, dentro un pezzo di sapone custodito gelosamente più di un pezzo i pane. Mi ha guardato chiedendomi scusa con gli occhi perché si stava lavando…. Una sorta di pudore che mi è sembrato di altri tempi e non di questi dove si fa sfoggio anche della propria maleducazione!
Questa è la fotografia della nostra società. Da una parte un papà che cerca di coprire le necessità del lavoro e della famiglia. Dall’altra chi ha perso tutto ma non la dignità verso se stesso.
Un’Italia che conosciamo poco perché troppo assorbiti dal frastuono di una politica di insulti e false promesse mentre sotto il Paese muore. Muore perché mantenersi un lavoro oggi ti obbliga a rinunciare qualche volta anche alla tua dignità e che se va bene ti impone di correre senza sosta perché se ti fermi c’è qualcun altro che prenderà il tuo posto. E’ la legge della giungla che ci domina.
E’ un Paese dove chi esce dal mercato del lavoro e ha superato i 40 anni è, praticamente, fuori dalla vita sociale. Non riesce a reinserirsi ( la battuta preferita è “lei è troppo qualificato”), non avrà un aiuto dalle banche che ,forse,in questa nostra Italia dovrebbero rivedere il loro ruolo e forse tornare ad essere quello che erano quando sono nate: cioè dei prestatori di denaro ! Evvero come dice Tremonti che il nostro sistema bancario ha tenuto ma perché non ha rischiato nulla su questa crisi ed hanno tenutio grazie ai risparmi, orami svaniti, di tanti italiani.
Correre per non perdere il lavoro e non accorgersi di aver lasciato la propria figlia in macchina, anzi essere convinto di averla lasciata all’asilo, e lavarsi nel Tevere. L’Italia è questa. Ma ancora resiste.

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    Nata in un a terra “forte e gentile” come tutti gli abruzzesi sono tenace e paziente. Sono curiosa e ho voglia di capire perché le cose succedono.
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    Ascolto sempre e credo che la parola sia un’arma da usare con attenzione ed etica.

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